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Simona Bombonatoivrea. Frana a Quincinetto: questione di poco e il piano per la viabilità di emergenza potrebbe entrare a regime, con la chiusura dell'A5 e i tir per Aosta fatti uscire a Ivrea; lato Bajo, Lessolo, Banchette, invece, per la direzione a scendere. Ma non tutti i sindaci condividono queste che sono le linee presentate in prefettura a inizio settimana. Anzi. Borgofranco e Settimo Vittone temono per gli effetti dei mezzi pesanti sulla statale 26, tutti problemi visti sul campo tante volte, fino al 22 giugno scorso. Temono altri disagi e altri danni, dall'economia locale all'arredo urbano, fino alla sicurezza a rischio (solo dieci giorni fa un tir ha travolto e ucciso una ragazza a Rivarolo). I contrari presenteranno le loro osservazioni alla capofila Ivrea, la prossima settimana. Ma non c'è tempo da perdere. La frana fa paura e manca ancora l'ok del Governo allo stato di emergenza, senza il quale la messa in sicurezza del versante non può partire. volo di controlloLa frana all'altezza dei Chiappetti è stata sorvolata a inizio settimana dall'elicottero dei Dipartimenti di protezione civile nazionale, della Valle d'Aosta e del Piemonte. Svelando anche ai tecnici tutta la sua gravità: a 900 metri di quota ci sono 100mila metri cubi di roccia che rischiano di piombare su autostrada e ferrovia, la risultante della frana del 2012. A tenere ferma una tale massa di materiale sono solo due massi. E questi tendono a scivolare a valle con la pioggia. Preoccupa ora che nel weekend siano previsti sulla zona rovesci importanti, per altro nei giorni clou delle partenze. Il 22 giugno l'autostrada venne chiusa tra Ivrea e Pont-Saint-Martin perché la frana, dopo alcuni giorni di pioggia non eccezionalmente abbondante, segnalò lo scivolamento verso valle di un centimetro al giorno. L'A5 venne chiusa per 18 km da Ativa (fino a Quincinetto) e Sav. Ne fece le spese la statale 26 verso cui venne dirottato il traffico e i paesi sulla direttrice, da Ivrea a Quincinetto. Da qui il piano di emergenza per la viabilità ormai pronto a entrare a regime, al netto dei correttivi che saranno proposti dai sindaci oggi contrari (ammesso che vengano accolti). per i tir due percorsiI mezzi pesanti saranno fatti uscire a Ivrea, purché vadano ad Aosta. Verso Bajo, Lessolo, Banchette, per la direzione opposta. Il piano sarà discusso tra i Comuni la prossima settimana a Ivrea, capofila. Avrebbe una durata di massima di 24-48 ore e risponderebbe all'esigenza, lamentata dal territorio dopo il caos del 22 giugno scorso, di evitare l'intasamento della statale 26. Va detto tra l'altro che il ponte sulla Dora che a Quincinetto collega l'A5 alla statale, lo stesso ormai cadente e interdetto ai mezzi pesanti oltre le 3,5 tonnellate, fino al 31 luglio resterà transitabile dalle auto solo a senso unico alternato. perplessi e contrariUna situazione complicata. «Vista l'emergenza non si può fare diversamente - commenta il sindaco di Ivrea, Stefano Sertoli -. Avremo disagi, ma non ci sono alternative. Di certo, il piano di emergenza regge al massimo 48 ore. Se l'A5 va chiusa per più tempo, allora occorre individuare un'altra soluzione». Ivrea ci sta purché duri poco, insomma, sapendo bene che non sarà facile con i mezzi pesanti in via Jervis, il Terzo ponte, poi corso Vercelli, corso d'Azeglio, via Circonvallazione e infine porta Aosta. Il sindaco di Montalto, Renzo Galletto: «Situazione di emergenza che però pagherà soprattutto Borgofranco, per la strettoia in centro». E infatti da Borgofranco il sindaco Fausto Francisca non fa sconti a nessuno: «Chiudo la statale ai mezzi pesanti, ho già pronta l'ordinanza». E aggiunge: «Da più di 30 anni si ipotizzano viabilità alternative al traffico pesante in centro a Borgofranco. Se la politica non ha concretizzato alternative valide nel periodo, e ne aveva il tempo, oggi non è Borgofranco a dover sopportare soluzioni di grave pericolo in via Aosta e in via Torino. Che i tir passino dal Frejus». Stessa soluzione, il Frejus, avanzata da Settimo Vittone, con la sindaca Sabrina Noro: «Ancora una volta viene sottovalutata l'importanza della 26, arteria internazionale già sottodimensionata e inadeguata, oltre che vulnerabile. Impossibile pensare di dirottare tutto il transito A5 da Ivrea in su. Impraticabile. Avremo la paralisi del territorio». --