Il Bimby a ogni costo uomo 52enne condannato a 10 mesi
Erica Aimone SecatLessolo. È stato condannato a 10 mesi Ivano Agosta, 52 anni, residente nel Novarese e accusato di aver commesso molteplici reati per accaparrarsi il famoso robot da cucina Bimby. Se l'uomo sia un super appassionato di cucina o se volesse regalare il costoso elettrodomestico alla moglie non è noto. L'unica cosa certa è la condanna che ora Ivano Agosta dovrà scontare. La sentenza è stata pronunciata qualche giorno fa dalla giudice Elena Stoppini del tribunale di Ivrea. L'uomo era accusato di truffa, sostituzione di persona, falsità materiale in atto pubblico e privato. A querelare Agosta, il venditore del robot da cucina, residente a Lessolo, che non riuscendo ad incassare quanto dovuto si è rivolto alla polizia di stato. Durante una delle udienze del processo, che si è svolta a maggio, è stato ascoltato uno degli agenti di polizia del commissariato di Ivrea che ha effettuato le indagini. In base al suo racconto l'imputato ha consegnato al venditore un assegno risultato essere falso.La persona offesa preoccupata per lo strano assegno ricevuto dall'imputato, ha inviato la fotografia del titolo di credito alla direttrice della filiale bancaria dove era cliente. La donna non ha avuto dubbi. Quell'assegno era stato falsificato. Non solo: in base ad ulteriori accertamenti è emerso che il conto corrente a cui era collegato il titolo di credito era stato chiuso il mese precedente all'emissione. Il venditore aveva messo in atto tutte le strategie da lui conosciute per non essere raggirato. Prima di consegnare il robot da cucina ha fatto la fotocopia della carta d'identità dell'imputato. Fotocopia che poi l'uomo ha consegnato ai poliziotti. Dalle indagini è però emerso che anche la carta d'identità era stata manipolata a uso e consumo dell'imputato.Il documento non è risultato essere oggetto di furto, ma il carattere utilizzato per scrivere il nome dell'intestatario non era lo stesso delle restanti scritte del documento, e cosa ancora più grave è che non era quello dell'imputato bensì di un'altra persona. All'esito dell'istruttoria però non è emerso a chi fosse intestata la carta d'identità. --