Mattoni rossi, la bonifica Tim spenderà 1,5 milioni
Rita ColaIVREA. Via libera dell'ufficio tecnico comunale al progetto operativo di bonifica nella fabbrica di mattoni rossi e della vecchia Ico. Tim investirà un milione e mezzo di euro. I lavori potrebbero cominciare già in autunno. Che la fabbrica di mattoni rossi avesse bisogno di una bonifica per la messa in sicurezza e l'eliminazione di vecchissimi residui di lavorazione è cosa nota dal 2005. Da allora sono monitorati i serbatoi interrati con campionature dei gas interstiziali realizzati da ditte specializzate con sonde specifiche. La notizia è che finalmente i lavori sono pronti a partire. Lavori che sono indispensabili e costituiscono il primo passo per la rinascita della fabbrica, acquistata nel 2018 da Icona srl, società formata da un gruppo di imprenditori del territorio intenzionati a riportare nell'edificio fatto costruire da Camillo Olivetti nel 1896 idee e imprese che si occupano di innovazione a 360 gradi. La fabbrica dei mattoni rossi è vuota da circa vent'anni. L'ultima attività produttiva ad occupare questo spazio ora nell'elenco dei beni patrimonio dell'Umanità è stata la multinazionale Diebold, che aveva acquisito una porzione dello spezzatino della vecchia Olivetti sistemi e servizi. Progettava e costruiva bancomat e macchine automatiche per il pagamento del pedaggio autostradale. La sede eporediese di Diebold, per la cronaca, traslocò prima nel parco Dora Baltea e poi lasciò definitivamente Ivrea, licenziando i lavoratori. È di quegli anni - il 2000 - la scalata a Telecom di Olivetti Tecnost e l'ingresso di Pirelli. È del 2005 il primo documento di Pirelli Real Estate sul superamento della soglia delle concentrazioni minime stabilite dalla legge. Da allora, si è avviato il percorso di monitoraggio e di progettualità per arrivare alla bonifica ora approvata il cui onere spetta - per legge - al primo proprietario dell'edificio quindi Olivetti e, di conseguenza, Tim, che ne detiene il cento per cento. Dagli anni Duemila, si diceva, la fabbrica è rimasta vuota e, seppure in vendita da anni, l'interesse riscosso non era mai andato al di là di qualche pezzo di colore a tinte nostalgiche. Poi è arrivata la candidatura di Ivrea città industriale del ventesimo secolo a patrimonio dell'Umanità e su via Jervis a Ivrea si è acceso un faro. Con l'entrata in scena di Icona e la formalizzazione dell'acquisto della fabbrica dei mattoni rossi, quegli 8.900 metri quadrati in cui 110 anni fa Olivetti iniziò, anche la necessità di procedere con la bonifica è diventata più impellente. Icona si è portata a casa anche primo, secondo e terzo ampliamento della Ico per due milioni di investimento globale e già sta intervenendo per rivitalizzare i luoghi. È quindi del novembre scorso la conferenza dei servizi e il successivo iter burocratico. Tim dovrà impermeabilizzare e bonificare i terreni, bonificare le acque sotterranee e collaudare gli interventi. Dovrà anche proseguire con i monitoraggi delle acque sotterranee per i cinque anni successivi. --