Il capitano Ultimo giovedì a Bollengo

BOLLENGO. Sarà il colonnello Sergio De Caprio, noto come capitano Ultimo, l'uomo che, nel 1993, alla guida del Crimor, sezione speciale creata all'interno dei Ros dei carabinieri, arrestò il capo di Cosa nostra Salvatore Riina, a scoprire la lapide con i nomi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i due magistrati vittime della mafia, cui sarà intitolata la piazza realizzata in località Perno di fronte al nuovo pluriuso. La cerimonia si terrà giovedì 6 giugno, alle 10,30, e vedrà la partecipazione del presidio di Libera di Ivrea, di alcune classi della scuola primaria Sandro Pertini di Bollengo e della scuola media Enrico Fermi di Burolo. «L'intitolazione della piazza sarà un'occasione - dice il sindaco Luigi Ricca - per un incontro tra il colonnello e gli studenti, per parlare di legalità e mafia e ricordare le figure dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che rappresentano la storia di due vite intrecciate, legate dal comune impegno del contrasto al fenomeno mafioso e da uno stesso destino, affrontato a testa alta con il tragico epilogo del sacrificio della loro vita. Le loro storie ed i loro nomi, per quanto oggi la mafia sia molto cambiata, rappresentano le figure di due eroi emblematici della lotta contro la mafia che è importante ricordare e non lasciare all'oblio del tempo e di chi ha interesse a sminuirne le figure». Il sindaco ha anche ricevuto un messaggio da Maria Falcone, sorella del magistrato, impossibilitata a presenziare, nel quale esprime apprezzamento per l'iniziativa che ha il pregio «di diffondere - si legge nella missiva - tra i cittadini e soprattutto tra i giovani, la cultura della legalità, gettando le basi per una società libera dalla prevaricazione mafiosa». Sarà anche presentato il murale realizzato da Eugenio Pacchioli, dal titolo "La Costituzione". Alla cerimonia saranno presenti il comandante della Compagnia Carabinieri di Ivrea maggiore Walter Guida, e una rappresentanza dell'Associazione Nazionale Carabinieri in congedo di Ivrea guidata dal maresciallo Filippo Vecchio. --Lydia Massia