Natale con botte a Piverone Lite in birreria, due a processo
Erica Aimone SecatPiverone. Natale con botte a Piverone. La brutta vicenda risale al 25 dicembre del 2015 ma è stata affrontata nelle aule di giustizia del tribunale di Ivrea solo nel pomeriggio di mercoledì scorso, 24 aprile. A essere rinviati a giudizio due giovani residenti in provincia di Biella Luca Caserio, 34 anni, titolare dell'Alexander Pub di Piverone ma residente a Viverone e Domenico Fammartino, 23 anni, residente a Roppolo. Per i due le accuse sono differenti. Caserio deve rispondere di lesioni mentre Fammartino è accusato di minacce gravi. Nell'aula del tribunale di Ivrea davanti alla giudice Elena Stoppini hanno testimoniato vari ragazzi presenti nella serata di Natale nel pub gestito Caserio. «Era una serata di festa e sono uscito con Domenico Fammartino - ha spiegato Thomas Anselmetti - Siamo stati in vari locali, al pub di Caserio siamo arrivati verso le due di notte. Il pub Alexandre era un locale che molti altri ragazzi della nostra zona, frequentavamo abitualmente. Davanti all'ingresso, Domenico che forse aveva bevuto un po' troppo, ha iniziato a discutere con un altro ragazzo. Il motivo della discussione era futile, forse una sigaretta. Poi è intervenuto Luca. Non mi ricordo molto. Ma sono certo che ad un certo punto ho ricevuto una forte botta al naso e sono stato costretto ad andare in bagno perché mi usciva molto sangue. Mi sono assentato per un quarto d'ora, quando sono nuovamente uscito i due erano già stati divisi. Domenico era malconcio, aveva gli occhi iniettati di sangue, il setto nasale storto e escoriazioni sia sulle braccia che sulle gambe, biascicava delle parole. L'ho preso di peso e l'ho caricato in macchina. Poi sono andato a casa sua e l'ho affidato ai suoi genitori. Sono stati loro a chiamare l'ambulanza». I medici che lo visitarono stabilirono una prognosi di trentasette giorni a causa frattura dello zigomo sinistro. Nell'aula del tribunale di Ivrea anche Martina Volpato: «Ammetto che quella sera tutti avevamo bevuto un po' troppo. Conoscevo di vista quei ragazzi perché erano assidui clienti del pub che io frequentavo sia come cliente e in cui a volte facevo la cameriera. Quando è scoppiato il parapiglia ero all'interno del locale che chiacchieravo con un'amica. Luca è stato chiamato per dividere i due litiganti. Gli ha detto di finirla. Poi sono uscita anche io, ho visto Thomas sanguinante e l'ho accompagnato nel bagno».In base alle indagini durante il tafferuglio con Caserio, Fammartino gli avrebbe detto: «Ti ammazzo, ti brucio la baracca, te la faccio pagare, non sai chi ti metti contro, ti rovino». Il processo è stato rinviato per la chiusura dell'istruttoria dibattimentale e per la discussione delle varie parti al prossimo 4 giugno. --