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IVREA. Il giornalista sportivo Paolo Viberti ha presentato allo Zac "L'inconscio di Coppi" (Ed. Bradipolibri, 2016). Innamorato della bicicletta, Viberti ha scalato da solo tutte le vette del Giro d'Italia e del Tour de France e, per non farsi mancare nulla, proprio recentemente si è recato a Roubaix, 70 anni dopo la vittoria di Serse Coppi. Il fratello di Fausto, nel 1949, battè tutti in volata ma fu classificato primo ex aequo con André Mahé, che era in fuga con altri due coraggiosi, prima di essere mandato fuori percorso nel finale per un'errata segnalazione. L'inconscio di Coppi è un libro particolare. Per Viberti Fausto Coppi è stato un fuoriclasse del ciclismo, il 1952 l'anno migliore, Coppi è paragonabile a Giotto nella pittura, Michelangelo nella scultura, Bach nella musica. Dopo il suo avvento è totalmente cambiato il modo di fare ciclismo: dall'allenamento all'alimentazione alla cura del mezzo meccanico. Durante lo spazio riservato alle curiosità del pubblico, ad alcune domande inerenti la carriera di Coppi, Viberti ha mostrato dapprima uno dei caschi protettivi indossati dal Campionissimo durante la sua carriera sportiva poi la maglia gialla della Mercatone Uno dell'indimenticato Marco Pantani. --Massimo Sardo