Giù la controsoffittatura in emodinamica
Rita ColaIVREA. Un pezzo di controsoffittatura è caduto nel tardo pomeriggio di mercoledì, nella sala di attesa dell'emodinamica dell'ospedale di Ivrea. Fuori impazzava un violento temporale con tanto di grandinata, la prima della stagione. Evidentemente, a causa di una infiltrazione, si è accumulata acqua: un pezzo di controsoffittatura ha ceduto ed è finito a terra. Accanto, nella sala, era in corso un intervento. Nessuno si è fatto male e il paziente in quel momento in sala sta bene. L'acqua è stata asciugata, i pezzi rimossi e la controsoffittatura è stata riparata a tempo di record tant'è che, a distanza di 24 ore, la sala di emodinamica era nuovamente operativa.Ma non è la prima volta che infiltrazioni di acqua allagano sale di aspetto, atrio e ambulatori. E l'episodio di mercoledì ripropone, più che mai forte, il tema delle condizioni strutturali dell'ospedale di Ivrea, inaugurato nel 1956 e indicato, all'epoca, come simbolo di struttura moderna ed efficiente progettata da un architetto olivettiano (Ignazio Gardella). Oggi, a 63 anni di distanza, i limiti dell'edificio si vedono tutti. Il dibattito sulla necessità di una nuova struttura è però altalenante e discontinuo. È acclarato che la struttura è vecchia, inadeguata e costosa, ma, nel concreto, non si fa alcun passo avanti. Anzi. Ogni volta la discussione arretra per le divisioni profonde tra Comuni e non riesce a essere incisiva nei confronti della Regione, l'ente al quale spetta la politica sanitaria e che deve avviare le procedure per un nuovo ospedale. Attualmente, i sindaci dell'Asl/To4 non sono d'accordo neppure su una possibile ubicazione e l'ultimo atto formale sul tema risale al 2008. È di metà marzo il voto in consiglio comunale a Ivrea per istituire una commissione che si occupi dell'ospedale e dei servizi sanitari, ma ad oggi non sta ancora lavorando. Di contro, oltre alle manutenzioni che costano una media di tre milioni l'anno, la direzione dell'Asl/To4 programma continuamente interventi di ristrutturazione sia per l'adeguamento degli impianti che per il rifacimento dei reparti o la riorganizzazione e l'ammodernamento degli spazi. Un esempio? Nel piano triennale dei lavori, presentato nel corso della conferenza dei sindaci dello scorso gennaio, sono previsti dieci milioni di euro di investimento sull'ospedale di Ivrea. Nel dettaglio: 7 milioni e 300 mila euro per interventi di messa a norma, un milione per la ristrutturazione della dialisi, 600 mila euro per la rianimazione, 300 mila per l'ortopedia, altri 300 mila per lo spostamento di ambulatori dal blocco B al blocco A, altri 300 mila, 250 mila per attivare un'area da dedicare alla terapia antalgica nell'ex radiologia. Dopo l'episodio di mercoledì sera, rilancia con forza il tema Giuseppe Summa, segretario Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche: «La politica passi dalle parole ai fatti. In questi mesi abbiamo assistito a diversi e numerosi interventi sulle condizioni strutturali dell'ospedale di Ivrea. Sappiamo che vanno spesi tre milioni l'anno di manutenzioni. E quanto accaduto nel servizio dell'emodinamica a Ivrea è l'ennesima dimostrazione che la struttura è ormai troppo datata e che le manutenzioni non rappresentano altro che inutili rattoppi». Aggiunge: «Come Nursind, richiamiamo al senso di responsabilità tutte le forze politiche, perché si parli concretamente di un nuovo ospedale. Noi proponiamo un referendum consultivo che, se ci fosse la volontà politica, potrebbe tenersi in concomitanza alle elezioni regionali». Referendum a parte, Summa si dice pronto ad avviare iniziative di mobilitazione. Già nel dicembre 2017 Summa aveva proposto una raccolta firme per tenere alta l'attenzione sul tema. --