«Serve un presidente espressione della città e progetti concreti»
IVREA. Prosegue il dibattito sul futuro della Fondazione Guelpa. Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Maurizio Perinetti, capogruppo Pd in consiglio comunale. Le dimissioni di Luca Beatrice da Presidente della Fondazione Guelpa, la rinuncia del professor Mauro Camelia dall'incarico di consulente per la gestione del patrimonio finanziario e le polemiche emerse in seno al consiglio di amministrazione dell'ente negli ultimi mesi hanno messo in evidenza una situazione di profonda crisi di questo ente. Come si è potuti arrivare a questo punto? È possibile rimediare e salvare questa importante istituzione del Comune di Ivrea? La Fondazione Guelpa viene costituita nel 2005 dal Comune a seguito dell'eredità ricevuta dalla concittadina Lucia Guelpa consistente, tra l'altro, in un cospicuo capitale da destinare alla realizzazione di un'opera durevole di cultura con interventi, anche di carattere strutturale, riguardanti il Museo Garda e la biblioteca civica. La Fondazione è quindi lo strumento che il Comune ha individuato e costituito per poter "gestire", anche in ottemperanza alle volontà testamentarie di Lucia Guelpa, il consistente patrimonio finanziario ricevuto in eredità. Una scelta saggia, a tutela del patrimonio ricevuto in eredità e del rischio di una facile e possibile indistinguibilità che si sarebbe generata all'interno del bilancio comunale. Basti solo pensare al fatto che la liquidità del patrimonio, circa sette milioni di euro, non sarebbero finiti in un conto del Comune ma, come prevedono le norme di contabilità finanziaria degli enti locali, nel conto centrale delle tesoreria dello Stato. Dal 2005 a oggi il patrimonio finanziario della Fondazione Guelpa ha generato più di 4 milioni di euro di proventi i quali in modi diversi (museo Garda, aiuto e promozione di iniziative culturali) si sono riversate sulla nostra città.Ma anche la partecipazione della Fondazione Guelpa nelle attività per la preparazione della candidatura a patrimonio dell'Unesco, "Ivrea città industriale del XX secolo", sono state una dimostrazione concreta dell'assolvimento pieno della mission culturale, auspicata nel generoso gesto del lascito ereditario, e attuata attraverso l'azione della Fondazione nel rispetto del proprio statuto. In tutte queste iniziative era presente una chiara strategia culturale, una chiara linea di indirizzo senza la quale si cade inevitabilmente nel caos, come è in effetti successo.E allora nei momenti di crisi e di difficoltà tutto viene messo sotto accusa e spesso si è tentati di voler azzerare gli strumenti utilizzati fino a quel momento con il rischio, purtroppo non sempre evidente, di buttare via, come si dice, insieme all'acqua sporca anche il bambino.Nelle dimissioni di Luca Beatrice suonano evidenti le accuse all'amministrazione Comunale di non essere stata un interlocutore necessario di confronto per gli indirizzi di politica culturale. Addirittura siamo arrivati al punto che la Fondazione eroga una somma al Comune per iniziative culturali dando gli indirizzi per le scelte da fare, mentre dovrebbe essere esattamente il contrario.Bisogna quindi cercare di recuperare le potenzialità e la forza che può e deve avere una istituzione come la Fondazione Guelpa, sentirla pienamente come una nostra risorsa in grado di essere un volano per aiutare la città e le sue componenti culturali a "fare cultura". Per fare questo vanno individuate e declinate alcune chiare linee di indirizzo e di azione.Va definita una strategia culturale che punti a valorizzare le tante realtà presenti in città, ma non solo. Forte di Bard, Castello di Masino, Castello di Agliè ad esempio sono realtà importanti vicine a Ivrea: bisogna "fare rete" e agire insieme al territorio in una prospettiva di ampia e complementare offerta culturale e turistica.Bisogna individuare con chiarezza gli obiettivi di investimento nelle strutture culturali ad iniziare dalla biblioteca, avendo il coraggio di fare scelte nuove, rinunciando con realismo alla soluzione da tempo pensata (ex istituto Cena) e che non è mai decollata. Va stabilita una modalità di rapporto tra il consiglio comunale e la Fondazione: un confronto costante e organico che può giovare alla formazione di una progettualità culturale e anche a chi ha il compito di gestire la Fondazione (cda).Infine alla Fondazione deve essere nominato un presidente autorevole, con riconosciute capacità e competenze di amministratore, espressione delle migliori forze professionali e civili della città. Un presidente magari non espressione esplicita di alcuna forza politica, ma da tutte riconosciuto come interlocutore affidabile e stimato. Si può ripartire, bisogna avere la capacità di individuare linee di indirizzo e strategie su cui puntare in una logica di condivisione delle scelte.Maurizio Perinetti