Senza Titolo

IvreaA Carnevale vietato stare maleLunedì 4 marzo, dopo pranzo, succede che il mio bambino più piccolo cade in casa giocando. Nulla di strano, ma dal pianto capisco subito che si è fatto male, e ne ho la conferma vedendo che il mento sanguina. Un brutto taglio, non basta un cerotto, devo farlo vedere da un medico, decido quindi di andare subito al pronto soccorso. Partiamo, lui nel frattempo tra singhiozzi e lacrime si addormenta, percorro stradale Torino (abitiamo a Ivrea sud) pensando che, anche se è Carnevale, qualcuno mi dirà dove passare. Arrivo a Porta Torino, mi affianco a un'auto della Croce Rossa che mi rimanda al vigile a centro strada, il quale mi dice che devo togliermi subito da lì, che posso chiamare il 118 oppure tornare indietro e prendere il terzo ponte, "probabilmente poi la fanno deviare invia S. Nazario" aggiunge.Non è il caso di chiamare il 118, penso, non si può occupare un'ambulanza per un taglio, così faccio il terzo ponte e arrivo in corso Massimo d'Azeglio. Al primo blocco non c'è nessuno a cui chiedere che strada fare. Mi scoraggio, mi fermo e chiamo il 118. L'infermiera, come immaginavo, non manda l'ambulanza ma mi dice di insistere perché devo riuscire ad accedere all'ospedale, mi dice anche di richiamarla e chiedere di lei in caso avessi ancora difficoltà.Riprendo la marcia in via Cascinette e finalmente incontro una delegazione di polizia municipale. Nessuno mi chiede di cosa ho bisogno, metto la testa fuori dal finestrino e dico di dover andare al pronto soccorso. Allora uno dei vigili mi dice che lì non posso passare perché "è pieno così" (questo lo vedo anche io...), se voglio posso tornare indietro e girare a sinistra. Ma a sinistra per dove? Mi chiedo e gli chiedo. La risposta è che devo fare il giro dei laghi. Nessuno mi chiede qual è il problema, perché devo andare all'ospedale. Il bimbo continua a dormire e questo mi tranquillizza perché altrimenti potrebbe patire l'auto, anche se poi in pronto soccorso mi diranno che l'eccessivo sopore può essere un sintomo del trauma cranico.Ma come il giro dei laghi? Ci metto un sacco di tempo, dico, e il vigile mi risponde dandomi della "polemica"; ribatto dicendo che non voglio essere polemica, ma solo concreta. Lui continua ad apostrofarmi, allora richiamo il 118 e mentre parlo al telefono il vigile gesticola e mi dice che mi accompagnano loro in moto. Libero la linea del 118 e mi viene da chiedere ma come mi accompagnate? Il vigile mi risponde in malo modo, devo seguire le moto e, mentre manovro, sento uno spiacevole "signora vaaaaadaaaaaaa". Sembra che l'unica cosa che devo fare sia togliermi dai piedi.Le due moto dei vigili fanno il giro dei laghi, io le seguo sconsolata (potevo farlo anche da sola). Al pronto soccorso arriviamo alle 13.30 circa, un'ora dopo essere usciti di casa. Ci viene assegnato il codice giallo, il bimbo viene visitato e suturato. Nulla di grave, è solo un taglio per fortuna.Per tornare a casa seguo il consiglio datomi, su mia richiesta, da uno dei due vigili accompagnatori, faccio il giro da Montalto-Borgofranco-Lessolo-Banchette-Pavone per tornare a Ivrea. Il bimbo patisce l'auto e vomita. Nulla di grave. È solo mal d'auto, per fortuna. Dopo questa piccola odissea mi resta, purtroppo, una sensazione sgradevole e molto spiacevole, quella di sentirsi respinti e ostacolati nel momento del bisogno da chi dovrebbe, invece, dare risposte e risolvere i problemi. Credo che la polizia municipale svolga un compito importante e molto difficile, che implica però la presa in carico e l'accoglienza del cittadino. Io, questa volta, non mi sono sentita cittadina nella mia città.Tiziana MussanoBollengoIl lavoro dei coscritti del 2000La Sentinella della settimana scorsa ha dato un giusto rilievo al fatto che ci sia stato chi abbia approfittato del Carnevale di Bollengo per compiere atti di vandalismo distruggendo la pensilina della fermata dell'autobus o rompendo i campanelli delle case o sparando vernice sui muri.Va detto però che il Carnevale non è stato solo questo e va dato atto ai Coscritti del 2000, organizzatori della manifestazione, di aver dato continuità alla tradizione, interrotta l'anno scorso con la rinuncia alla organizzazione da parte dei coscritti del 1999, tanto che il Carnevale si svolse solo grazie all'iniziativa del gruppo "Cui dal Carver". I giovani bollenghini del 2000, solo quattro per la verità, ma aiutati da altri sei amici anche di altri paesi, hanno fatto del loro meglio, realizzando una manifestazione che ha avuto una grande partecipazione di carri, ben diciassette, e a due gruppi folk. Molto apprezzata la fagiolata del sabato, con una bella partecipazione di pubblico, così come le serate danzanti, la fiaccolata di chiusura e lo spettacolo pirotecnico, molto bello e di qualità. È mancato un po' il pubblico nel corso delle sfilate allegoriche, elemento caratterizzane anche altri Carnevali della zona, perché caratterizzate più da carri che "scaricano" solo musica piuttosto che da arredi allegorici come un tempo.Ma si sa, i tempi cambiano, e si vedrà quale sarà l'evoluzione futura. Intanto i Coscritti del 2001, in numero consistente, hanno assicurato il loro impegno per l'edizione del 2020: la tradizione continua.Lettera firmataChivassoLa scortesiain ospedaleScrivo queste poche righe per segnalare un episodio che il giorno 21 febbraio mi è accaduto al reparto di radiologia dell'ospedale di Chivasso. Quel giorno mi sono recata per eseguire delle radiografie in seguito ad una brutta caduta domestica. Una donna, tecnico di radiologia mi ha accolto in malo modo, con una maleducazione e nervosismo fuori luogo. Io sono invalida, e faccio fatica a muovermi. Questa persona secondo me dovrebbe cambiare lavoro, e lasciare il posto a tanti giovani motivati e sicuramente più attenti e gentili. E pensare che a volte basta poco a far si che anche persone invalide come me si sentano trattate da persone e non da pacchi. Vi ringrazio per la vostra attenzioneMaria Rita Bersano