Il Villaggio Arancio è "made in Canavese"
IVREA. Sarà il clima mite, sarà che quest'anno è stato record di presenze con un più 32% di paganti nella giornata di domenica, sta di fatto che al Villaggio Arancio in questa edizione 2019 del Carnevale si respira aria di felicità.«Da tanti anni non era organizzato così bene - commenta Sabrina Pierle delle Giuggiole, azienda agricola di Caluso - hanno messo solo le attività con prodotti locali ed è un'ottima cosa». Poco più in là il banco della Rabel, con una lunga coda di avventori pronti ad assaggiare la canavesanissima birra. «Se eleggete birrificio Rabel a sindaco della città - scherza Davide Cardini fondatore dell'azienda - faremo in modo che il Carnevale cada sempre la prima del mese di marzo. Il bel tempo ha aiutato molto. I tavoli messi a disposizione dall'organizzazione sono più numerosi, ben distribuiti e permettono alle persone di stazionare più a lungo e più comodamente. Inoltre, senza dire la cifra pagata, posso dire che questa amministrazione ha fatto uno sconto per aiutare le realtà locali».Per il birrificio Vecchia Ivrea invece è il primo anno di partecipazione. «Molto bello, tantissima gente - commenta Alessio Merlo, proprietario - unica pecca è che non ci hanno dotato dei pass, a noi come agli altri, quindi io, nello specifico, ho dovuto pagare 10 euro per entrare a lavorare». «Tutto benissimo, divertente e proficuo - commentano i gestori del banchetto di Orto Fritto, spin off del ristorante stellato Gardenia di Caluso - anche se una pecca c'è. La pulizia dell'area viene fatta solo la sera, a manifestazione conclusa, mentre non sono stati messi cassonetti o bidoni con il sacco. Il risultato è che a metà pomeriggio i tavoli strabordano di spazzatura, per terra è un casino. Noi ovviamente non possiamo allontanarci dalle postazioni e il massimo che abbiamo potuto fare è stato mettere dei sacconi di plastica attaccati ai tavoli». Il Bar Bün di San Benigno, con il suo furgoncino allestito stile chiosco alle Bahamas, ha una lunga fila di aranceri in attesa di spritz, mojito e punch al genepí.«Tutti i nostri prodotti sono rivisitati con alcolici locali - spiega il giovane proprietario che preferisce farsi chiamare con il nome del suo progetto - Erbaluce di Caluso per i cocktail e liquori locali per gli altri preparati. Che dire, i nostri prezzi poi sono concorrenziali, c'è sempre la coda». Poco più in là, il banco ufficiale della Fondazione dello storico carnevale d'Ivrea. «Una bella annata - commenta Alessandra Schiavi dello staff - e anche al nostro banchetto alcune novità: la raccolta fondi per il progetto Violetta, la riedizione del libro Carlevè di Pietro Ramella, i gadget per i bimbi dei ragazzi di Orange Battle, Una borsa del negozio Spritz di Ivrea, le borse di tela dell'edizione 2019 e ovviamente il manifesto ufficiale e tutte le spille. Abbiamo anche muffin alla crema e cioccolato a forma di arancia della pasticceria Zoppo. Ultima grande novità: il fertilizzante prodotto dalla macerazione dei resti di arancia dopo la battaglia. Niente si spreca qui». Poco più avanti anche una macchina bianca, del concessionario Peila, immolata alle dediche a pennarello (lavabile) di chiunque voglia lasciare il suo ricordo sul Carnevale del 2019. -- Vanessa Vidano