Sulle piattaforme streaming L'eco dei mondi di Guglielmetti
IVREA. È disponibile, da circa tre settimane, su tutte le piattaforme streaming in Italia e all'estero, L'eco dei mondi perduti, il disco che, lo scorso novembre, ha segnato con successo il debutto dell'attrice Pamela Guglielmetti quale cantautrice. Un disco particolare che l'artista ha spiegato rappresentare un richiamo al cercare dentro di sè quelle stanze chiuse a chiave che si è inconsapevolmente scelto di sacrificare. Vent'anni dediti alla danza, interrotti da un problema di salute che la costringe a cambiare la sua idea di futuro, quindi dodici anni da attrice, specializzata nel teatro di narrazione e, da poco più di due anni, dedita alla musica e al canto.A ogni tentativo della vita di agire per sottrazione, lei oppone un occasione per crescere professionalmente e arricchire la propria formazione, senza lamentarsi né recriminare. E ora il disco, già presentato in versione live ed anche radiofonica. «L'eco dei mondi perduti -spiega Pamela - è un lavoro intimo e introspettivo che non appartiene soltanto a me. È certo che quando nella vita si toccano esperienze non facili, che trasformano e portano in territori scomodi e difficili da attraversare, si cambia prospettiva di sguardo e approccio con la vita. Si è portati a lasciare il superfluo e considerare prospettive e profondità completamente diverse. Le mie canzoni raccontano questi altri occhi e altri territori in cui, in realtà, si possono rispecchiare molte più persone di quante si creda, cosa che sto appurando sempre di più, col diffondersi di questo lavoro».«Nell'album - aggiunge - ci sono io nella mia interezza, come persona umana in primis. Ho voluto dare grande importanza al racconto, alle parole, alla narrazione e alle atmosfere. Nonostante si tratti di cantautorato italiano, ci siamo mossi rifacendoci in minima parte a sonorità italiane, preferendo quelle nordeuropee e guardando umilmente verso atmosfere di artisti come i Daughter, i Moagwai, Sigur Ross, ambienti sospesi dove spazio e tempo non esistono, non esistono riferimenti e l'unica cosa da fare è abbandonarsi e lasciarsi trasportare».«In questo disco - evidenzia Pamela - c'è la cantante, ma anche la scrittrice, l'attrice: ci sono io in tutto quel che sono. Ma ci si può ritrovare chiunque, perché non esiste persona che non abbia mondi perduti da ritrovare.«A questa realizzazione hanno contribuito alcune persone - conclude la cantautrice- alle quali va tutta la mia gratitudine: Silvano Ganio Mego, presidente dell'Accademia musicale Notabene, che ha lavorato con me e ha arrangiato e mixato il disco, Giorgia Bovolenta e tutti coloro che, direttamente o indirettamente, hanno camminato al mio fianco». --Franco Farnè