I dieci piccoli priori grandi protagonisti di una tradizione che guarda al futuro

IVREA. Sono Vittoria Maggio e Giorgia Bolzoni per la parrocchia di San Grato, Fabrizio Russo e Gaia Crosetti per San Maurizio, Edoardo Petri e Olivia Perenchio per Sant'Ulderico, Giulia Bertinaria e Alice Bertinaria per San Lorenzo, Matteo Actis Perino e Matteo Perenchio per San Salvatore gli Abbà del Carnevale 2019, i dieci bambini che, con garbo e disinvoltura, interpretano i piccoli priori delle parrocchie. Hanno ricevuto il testimone da altri bambini e tocca a loro, oggi, allungare, per quel che gli compete, quel sottile filo rosso che lega le generazioni una all'altra, nel succedersi senza interruzioni di trisavoli, nonni, genitori e figli, uniti nel trasmettersi l'attaccamento a una manifestazione e a una città. Sembra ieri quando Paola Vicina, la referente della Fondazione per gli Abbà, aveva consegnato ai vari genitori dei piccoli priori designati un programma dettagliato con gli orari e le indicazioni sugli accessori per coordinare l'abito e vivere con la massima serenità l'esperienza carnevalesca. Sembra ieri ed è trascorso un mese dal giorno in cui i dieci bambini hanno varcato la soglia del palazzo municipale per raggiungere la sala Dorata dove ha avuto luogo la seduta fotografica. Quel giorno, tranquilli e assolutamente a loro agio, hanno indossato per la prima volta i sontuosi costumi fatti realizzare dalla Fondazione nel 2015 e si sono prestati con naturalezza alle esigenze dei fotografi eporediesi e dei fotoreporter locali radunatisi lì proprio per loro. Non più corse e schiamazzi: immediatamente si sono calati nell'insolito ruolo come se avessero avvertito di essere divenuti parte di una realtà importante, quasi investiti di un palpabile senso di responsabilità.Anche per loro, infatti, come già per i predecessori, non è solo una fotografia quella in cui sono ritratti, ma è qualcosa di più: è l'espressione tangibile di una storia antica che li lega invisibilmente ma saldamente a chi è venuto prima e a chi verrà dopo. Sono felici i bambini di sentirsi Abbà, così come le mamme e i papà sono orgogliosi nel vedere i propri figli indossare i damaschi, le sete, i velluti degli abiti e reggere lo spadino con la punta confitta nell'arancia.Forti della progressiva e completa preparazione, i dieci Abbà dell'edizione 2017 hanno dunque affrontato con onore e disinvoltura la propria Alzata e tutti, definitivamente entrati nella parte, hanno vissuto ciascuno l'emozione della prima sfilata a cavallo, il giovedì grasso, con la visita alle autorità civili e religiose della città, il vescovo Edoardo Aldo Cerrato, e il sindaco Stefano Sertoli. Li attendono ora gli ultimi giorni del Carnevale che continueranno certamente a vivere nella consapevolezza del privilegio di essere entrati nella Storia della città, a partire dalla magica sfilata serale di sabato 2, dopo la presentazione della Mugnaia dal balcone del palazzo municipale. «La avvertono davvero, gli Abbà - commenta Paola Vicina - la sensazione di star vivendo qualcosa di assolutamente speciale ed evidentemente trasmettono tale sentimento ai coetanei e a chi li circonda: è per questo, forse, che le richieste per rivestire tale ruolo sono ogni anno molto numerose e le domande occorre ripresentarle magari per più edizioni prima che possano essere soddisfatte». Una cosa è certa, come viene ribadito ogni anno da chi si trova a occuparsi degli Abbà: essere uno dei piccoli priori è un'opportunità che non andrà sicuramente sprecata e garantirà non solo un bellissimo ricordo ai giovani protagonisti, ma anche la certezza che le tradizioni, tramandate correttamente, avranno un futuro assicurato anche per le generazioni a venire. --