Il bicchiere ecologico Ha il chip per pagare e si piega nella tasca

Lui è nato nel deserto del Negev in Israele che ogni anno ospita il Midburn Festival, la città effimera, quella che si autodistrugge dopo sei giorni di festa e in cui ogni artista può esprimersi come preferisce rispettando ferree regole su ambiente, partecipazione, comunità e responsabilità civica. Lui è Pcup, Public cup, il bicchiere pensato da Lorenzo Pisoni e da Stefano Fraioli che insieme con Jukka Lora sono i promotori di una startup italiana, nata a marzo 2018, la cui missione è sostituire il classico bicchiere usa e getta con uno alternativo, ecologico, intelligente, di materiale deformabile, che può stare anche in tasca. «L'intuizione è nata nel 2015 al Midburn Festival nel deserto, sei giorni in cui le persone devono organizzarsi per la propria sopravvivenza - ricorda Pisoni -, tra i 10 comandamenti da rispettare c'era quello di portare un bicchiere sempre con sé e di lasciare tutto pulito. Pochi mesi dopo durante una vacanza in Corsica in kayak con due amici siamo arrivati in un paese, non sapevamo dove andare, non conoscevamo nessuno. Così abbiamo pensato a un sistema che desse la possibilità di incontrarsi. E dunque al bicchiere si è aggiunta l'idea del chip».Lorenzo Pisoni, classe 1990, è uno dei tre giovani che ha dato vita alla startup che crea Pcup, il bicchiere in silicone, oggetto di design, riciclabile, social, che può andare in lavastoviglie. Dotato di un chip attraverso il quale si può pagare la bevuta, ricevere informazioni sull'evento al quale si partecipa, offrire da bere agli amici, e incontrarsi nei luoghi della movida attraverso le amicizie di Facebook, Pcup è la risposta ecologica al mondo della plastica inteso come rifiuto. «Siamo sul mercato da un anno circa - ha detto Jukka Lora - oltre al vantaggio di aver un bicchiere comodo da portare con sé, riutilizzabile e dotato di chip per pagare la bevuta e per offrirla agli amici, Pcup è anche un oggetto ecologico, il chip è in grado di quantificare il risparmio di plastica e di anidride carbonica, rispetto all'uso di bicchieri usa e getta».A Pcup è associato il metodo del pagamento elettronico, caricando dei soldi sul proprio profilo, attraverso uno dei sistemi interbancari più sicuri al mondo, si può pagare e offrire da bere agli amici. «Fino a ora siamo presenti stabilmente in due locali a Savona e Genova - dice Lora - prossimamente saremo ad Arona e Novara».Ma la startup si occupa anche di eventi realizzando bicchieri con marchi specifici che diventano veri e propri gadget della manifestazione (Pcup è anche al Sei Nazioni di rugby) e il chip fornisce informazioni sulla manifestazione a cui è legato. Il bicchiere "a cauzione" viene preso in prestito e poi restituito o tenuto, ma mai perso o abbandonato. «Ogni bicchiere non costa mai meno di due euro, il pezzo varia e viene deciso dagli organizzatori di eventi, discoteche o locali - dice Pisoni - non vogliamo scendere sotto questo prezzo perché avere un oggetto che ha un costo contenuto ma di rispetto aiuta a responsabilizzare il cliente che non lo abbandonerà dopo averlo utilizzato: la discoteca o il locale rimane pulito, ognuno è incentivato a riportare indietro il bicchiere dopo averlo usato, o a tenerlo come gadget. I servizi correlati attraverso la app, forniscono un valore aggiunto rilevante».A oggi la startup produce circa 12mila bicchieri a settimana. Per ogni evento coperto vengono risparmiati almeno due chili di plastica. Pcup è anche social: «Uniamo l'ecologia alla socialità. Diamo la possibilità alle persone di incontrarsi, attraverso un bicchiere». --Rosaria Federico BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI