Centosette anni per nonna Nina Un compleanno da record
IVREA. Un anno in più. Non è cosa da poco, però, quando il compleanno è il 107°, un traguardo che pochi raggiungono e al quale lei, Antonietta Ravetti, per tutti Nina, arriverà domani, martedì 5, peraltro in assoluta lucidità.Dallo scorso maggio è assistita, a tempo parziale, da una badante, necessità che talvolta la rende insofferente, abituata come era, malgrado le sue 106 primavere, a muoversi per casa in modo autonomo e indipendente. Fino a pochi mesi fa si è mantenuta attiva con piccoli lavori di cucito, memore del suo lavoro giovanile, riuscendo ad infilare il filo nell'ago con relativa facilità e stupendo chi la vedeva per la sua abilità, mentre oggi preferisce trascorrere il tempo guardando la tv e leggendo ad alta voce il giornale e pubblicazioni varie, chiacchierare con i familiari e i conoscenti che le fanno visita. A loro, talvolta, esprime una certa ansietà, affermando di sentirsi inutile e di peso e commentando l'assenza totale di persone della sua generazione. Piccole malinconie che fuga prontamente grazie alle premure e alle attenzioni costanti di tutti i suoi cari: il figlio Giovanni detto Gigi e la nuora Carmen Alaimo, i nipoti Carlo e Roberto con le loro mogli, Chiara e Marilisa, e i quattro amatissimi pronipoti, Yuri, Francesco, Emma e Cecilia. Nata il 5 febbraio 1912, a Torino, ma originaria di Rocca d'Arazzo, dove ha trascorso l'infanzia, la signora Nina ha vissuto ad Asti, accanto al marito, Bartolomeo (Nino) Ruffinengo, mancato nel 1999 e con cui ha festeggiato, nel 1995, i 60 anni di nozze. Lì, fino al 1970, insieme a lui, ha svolto la propria attività di commerciante ambulante nell'abbigliamento: «Una faticaccia tremenda - ricorda - recarsi in bicicletta al mercato in piazza Alfieri, prima dell'alba, soprattutto nei giorni invernali. Non ne ho mai mancato uno, però, e ho così mantenuto sempre la mia clientela». A tal proposito cita la terribile alluvione del 1948 che causò 14 morti e durante la quale ebbe la casa invasa dall'acqua e resa inagibile per mesi: «Anche in quell'occasione - evidenzia- sono riuscita a non saltare mai un mercato in piazza Alfieri». Un rigore e una tenacia che, forse, sono alla base della sua forte tempra. Nel 1971, la decisione sua e del marito di trasferirsi a Ivrea dal figlio Giovanni che vi risiedeva dagli anni Sessanta, quando vi giunse per lavorare alla Olivetti. Ed è proprio nella bella casa di via Lago Sirio che si festeggerà l'importante compleanno per il quale Nina non ha voluto estendere inviti a parenti e amici, preferendo la serena intimità di un pranzo con figlio, nuora e nipoti. Non ambisce ad altro che essere tranquilla, infatti, dopo aver vissuto due guerre mondiali e visto due re, dieci papi e dodici presidenti della Repubblica salire, scendere e scomparire dal palcoscenico della Storia, mentre ricorrenze liete e meno liete, mentre i momenti belli e i momenti difficili si intrecciavano scandendo la sua lunga esistenza, impreziosita dalla forza degli affetti. L'unico auspicio, oggi, è che i suoi cari possano vivere in salute e senza problemi. --Franco Farnè