La riforma prende corpo Giorgetti: «Collaboriamo oppure sarà un disastro»

Nicola CordaROMA. «Speriamo nella collaborazione, altrimenti sarà un disastro». Le ultime parole di Giancarlo Giorgetti alla presentazione della nuova società "Sport e Salute", lasciano quasi interdetti. Il centro sportivo Giulio Onesti del Coni ospita l'evento e il parterre è quello dei massimi livelli con le federazioni sportive, il vicepremier Salvini, i ministri dell''Istruzione Marco Bussetti e della Salute Giulia Grillo. A spiegare la riforma, che azzera Coni servizi e trasferisce tutte le risorse nella nuova società, i sottosegretari Giorgetti con delega allo sport e Valente che ha messo la firma sullo schema di riordino del settore per i Cinquestelle. Il nuovo ente erediterà tutto del braccio operativo del Coni, dipendenti e patrimonio immobiliare, sarà interamente dello Stato e di nomina governativa. Al Comitato olimpico resteranno i compiti istituzionali, la preparazione degli atleti per i Giochi e in generale lo sport ad alto livello. Il presidente Giovanni Malagò beve l'amaro calice e si vede benissimo che non è contento della piega che sta prendendo tutto il sistema. «Ho rispetto ma non condivido, il dialogo prosegue, resto ottimista per natura» sibila il capo dello sport italiano che con questo passaggio avrà un ruolo ridimensionato. Dopo la norma che ha spostato i fondi, in legge di bilancio, ieri il Consiglio dei ministri ha varato un provvedimento collegato che dà corpo alla riforma dell'ordinamento sportivo, delle professioni associate e semplificazioni per società ed enti di promozione, oltre a nuove norme contro la violenza negli stadi. «Non è una riforma contro qualcuno e sarà nel segno dell'autonomia dello sport», esordisce Giorgetti che vuole «svelenire il clima alimentato dai media», che in questi mesi hanno solo raccontato delle divergenze con il Coni. Po la promessa che sulle risorse andrà meglio che nel passato, saranno «certe e mai inferiori a quelle dell'anno in corso», che raggiungono la cifra di 408 milioni. I prossimi passi saranno la messa a punto dello statuto della società e il delicato capitolo delle nomine dei vertici. Il traguardo della riforma a pieno regime è fissato a maggio 2019, sempre che il percorso parlamentare non conosca intoppi. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI