Nominato dalla Regione un legale per difendere immagine e credibilità
AOSTA. Non si placa l'eco dell'operazione Geenna che ha portato all'arresto di diciassette persone tra cui tre politici valdostani, Marco Sorbara, consigliere regionale dell'Uv, Nicola Prettico, consigliere comunale Uv ad Aosta e Monica Carcea, assessore a Saint-Pierre. Dopo le notizie riguardanti l'inchiesta della Dda di Torino sull'infiltrazione della 'ndrangheta in Valle d'Aosta, la Regione autonoma ha nominato venerdì l'avvocato Renzo Cocchi del Foro di Torino per valutare le conseguenze del danno di immagine. «Da quanto si apprende, le ipotesi di reato sono particolarmente gravi - spiega il presidente della Regione, Antonio Fosson - inoltre, l'esistenza, da accertarsi da parte dell'autorità giudiziaria, di strutture riconducibili alla criminalità organizzata sul territorio della regione, con ipotizzati legami con appartenenti alle istituzioni, è una circostanza che desta grande preoccupazione ed è suscettibile di arrecare gravissimo nocumento all'immagine della Regione Valle d'Aosta, sia come istituzione, sia come ente esponenziale della collettività valdostana. Secondo Fosson «la Regione assume la veste di persona offesa e come tale può provvedere alla propria tutela partecipando al procedimento sin dalla fase delle indagini preliminari, per mezzo di un legale a tal fine designato». E intanto, sulla ragnatela di connivenze e voto di scambio valdostana, è intervenuto sabato il procuratore generale del Piemonte, Francesco Saluzzo, durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario a Torino: «Quello che mi preoccupa - ha sottolineato - è la persistente sottovalutazione del fenomeno che si coglie nell'opinione pubblica. Si era detto anche che in Valle d'Aosta non vi fosse la 'ndrangheta. Esponenti della politica non avevano fatto mancare di far sentire la loro voce sdegnata per respingere quella possibilità. Ora forse questi motivetti finiranno di essere suonati». --A.A.