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L'INTERVISTACristiano MarcacciLa promozione a team principal di Mattia Binotto, uomo Ferrari maturato e cresciuto professionalmente a Maranello, scelto dal Cavallino per sostituire Maurizio Arrivabene e puntare con maggior decisione al titolo mondiale impossessandosi dello scettro per il momento saldamente nelle mani della Mercedes e di Lewis Hamilton, riporta indietro negli anni. Nei decenni. E fa venire in mente la bella storia e la scintillante carriera di Mauro Forghieri, che proprio pochi giorni fa (il 13 gennaio) ha compiuto 84 anni. L'ingegnere modenese è stato direttore tecnico della Ferrari dal 1962 al 1971 e dal 1973 al 1984 e come Binotto era anche il "padre" della monoposto. Sotto la sua guida la scuderia del Drake (Enzo Ferrari) ha conquisteato ben quattro titoli mondiali piloti, sette costruttori e 54 Gran premi. Con lui si sono laureati campioni del mondo John Surtees nel 1964, Niki Lauda e Jody Scheckter (tre titoli tra il 1975 e il 1979). La "sua" Formula 1 era sicuramente di un altro pianeta, ma Forghieri ha sempre seguito e segue tuttora il Circus con la sua proverbiale lucidità d'analisi. Ci affidiamo quindi a lui per capire se le quotazioni ferrariste sono in rialzo rispetto alla precedente stagione e se la nomina di Binotto può davvero rappresentare un valore aggiunto.Ingegner Forghieri, nella storia e nell'ascesa di Binotto si rivede un po' lei con la sua carriera?«È tutto molto diverso, è un altro mondo. Sì, una somiglianza tra le due storie indubbiamente c'è, ma tutto è cambiato, comprese le persone che sono ora sulla scena».Quando parla di un mondo totalmente diverso pensa a un mondo migliore o peggiore?«Sicuramente quello di oggi è un mondo in cui ci sono minori rapporti umani. Dal mio punto di vista non è migliorato, perché io sono sempre attaccato alla stretta di mano di una volta. Sono vecchio (ride, ndr) e di conseguenza continuo ad appoggiarmi alle cose che hanno fatto parte del mio tempo».Riprendiamo il filo: Binotto saprà districarsi nel nuovo incarico?«Quello che posso dire è che una persona seria e molto in gamba. Certo è che gli hanno affidato responsabilità assai importanti. Bisognerà vedere quali sono i limiti del suo campo d'azione, cioè cosa gli hanno detto di fare e fino a dove potrà spingersi. Penso che ce la possa fare. Sicuramente qualcuno dovrà dargli una mano, perché non potrà essere lui da solo ad affrontare tutto. Mi auguro che abbia intorno persone che ci sappiano fare come lui. Io le ho avute in passato e devo ammettere che sono fondamentali quei collaboratori che ti sorreggono con il proprio lavoro nei momenti difficili. Ti fanno sentire più forte».Se lo aspettava il divorzio consensuale che è avvenuto con Arrivabene?«In certe attività, soprattutto quelle che si spingono al limite come può essere la Formula 1, c'è sempre una persona che viene esposta più di altre. Se le cose vanno bene sono gli altri che si prendono tutti i meriti, se vanno male questo "capro espiatorio" viene subito decapitato, ovviamente in senso figurato. È così, è la vita».Veniamo ai piloti: di Lecrerc che ne pensa?«Mi hanno detto che è molto veloce, e questo è parecchio positivo. Spero che, entrando in una scuderia al top come la Ferrari, non perda certe caratteristiche e qualità e sappia concretizzare il talento che c'è in lui. Talvolta, essere veloci non basta. Occorre anche saper portare a casa risultati che siano di spinta alla squadra e al compagno».E Sebastian Vettel? Nel 2019 avrà più sale in zucca?«È difficile valutare piloti di quel livello. Certamente ha commesso degli errori, ma non dovrebbe ripeterli. Gli auguro di avere al fianco qualcuno che lo sappia ben indirizzare nelle scelte e che lo aiuti nelle fasi di difficoltà».La diverte la Formula 1 odierna?«Un po' meno. Ma non è colpa della Formula 1. È del regolamento, che è fatto da cani. Se un regolamento è fatto male fa in modo che anche le vetture non siano divertenti. Ci sono tanti aspetti tecnici che creano problemi alle squadre e che ci fanno incavolare. Perché noi, nonostante tutto, siamo ancora amanti della Formula 1». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI