Senza Titolo
NEUCHATEL (SVIZZERA). Prima a presentarsi il 18 gennaio con la speranza di essere prima in classifica anche il 17 novembre, quando terminerà il Mondiale. La Ducati ha anticipato tutti gli altri team di MotoGp togliendo i veli alla moto che cercherà di interrompere il dominio di Marc Marquez. Lo ha fatto nella suggestiva Neuchatel, nella Svizzera francese, in casa della Philip Morris. Che supporterà l'azienda di Borgo Panigale con il suo marchio Mission Winnow, lo stesso con cui la multinazionale si è legata alla Ferrari. Ed è una missione - non impossibile, ma difficile - quella che Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci cercheranno di portare a termine.Gigi Dall'Igna, l'ingegnere con cui sono arrivati tanti risultati positivi, è stato perentorio e non ha nascosto che le ambizioni sono altissime. «Con la nuova coppia di piloti prima di tutto verrà l'interesse del team, non mi riferisco agli ordini di scuderia ma intendo la sinergia nello sviluppo della moto nel week-end di gara. Dovizioso rappresenta la continuità, elemento fondamentale del nostro team. Ha concluso al secondo posto negli ultimi due anni e vuole fare ancora meglio, vuole il titolo. Petrucci è con noi dal 2015, non ha ancora vinto una gara ma questo dovrà essere il suo obiettivo principale nel 2019 oltre a quello di lottare per i podi in ogni corsa, traguardo che è alla sua portata».L'obiettivo primario per Ducati? «Lottare per il titolo, naturalmente: lo scorso anno, a differenza di quello precedente, non siamo riusciti a rimanere in lotta fino all'ultima gara e ciò vuol dire che chi ha vinto è riuscito a crescere più di noi. È anche per questo che dobbiamo crescere ancora di più, portando idee innovative. Abbiamo già cominciato a testare qualcosa di nuovo a Jerez de la Frontera in Spagna e in Qatar, continueremo su questa strada, prima di far debuttare la nuova carena. Telaio, elettronica e motore: gli sviluppi riguardano tutte le aree».«Vogliamo spingerci oltre i confini - ha invece osservato l'amministratore delegato Claudio Domenicali -, non ci poniamo limiti, non c'è nulla che non si possa studiare, ciò che impariamo ogni giorno è quello che cerchiamo di realizzare ogni giorno lavorando sulle nostre moto».Come si sconfiggono i giganti della MotoGp? «Siamo fortunati, abbiamo un'azienda solida che ci permette di sostenere i nostri investimenti, ma è anche evidente che non riusciremmo a crescere nello sviluppo della moto senza il sostegno dei nostri partner».Di aspetti puramente "agonistici" hanno ovviamente parlato i due piloti che parteciperanno al Mondiale, ma anche Michele Pirro, il cui lavoro da collaudatore della Rossa è sempre più prezioso. «Oggi anno facciamo un passo avanti e sono molto felice di questo». E se Pirro, al quale vengono concesse alcune wild-card per partecipare ai Gran premi, è felice, si può immaginare quanto lo sia Danilo Petrucci, che ha l'occasione della vita e che non ha alcuna intenzione di lasciarsela sfuggire. «Mi batte forte il cuore - ha ammesso -. Era già stata una grandissima emozione a Valencia, la prima volta che sono sceso in pista con una Ducati ufficiale. Salgo una moto che è davvero molto veloce oltre a essere molto... rossa. Non mi sento rilassato per avere raggiunto questo obiettivo ma sono convinto di avere svolto un buon lavoro durante l'inverno. Adesso non vedo l'ora di affrontare i test di Sepang».«Posso solamente imparare da Andrea, siamo una grande squadra - ha aggiunto il grintoso pilota ternano, parlando della nuova elettrizzante avventura che sta per affrontare con una Ducati ufficiale -. Insieme possiamo raggiungere i nostri obiettivi, motivandosi vicendevolmente per poterli raggiungere. Il mio è quello di essere soddisfatto al termine della stagione. Mi piacerebbe essere un pilota Ducati per tanti anni». --Mauro Corno BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI