Sequestrò anziana dopo la rapina, condannato
BOLLENGO. Condannato a quattro anni, otto mesi e venti giorni il responsabile della violenta rapina avvenuta nella notte di Capodanno del 2017, a Bollengo. Si tratta di Ovidiu Duduc Mihai, artigiano edile di 34 anni residente a Bollengo originario della Romania, responsabile del colpo. Giovedì mattina, in tribunale a Ivrea, il gup Stefania Cugge ha pronunciato nei suoi confronti la sentenza di condanna per i reati di rapina aggravata, lesioni e sequestro di persona. L'uomo aveva rapinato una signora 70enne di Bollengo, mentre quest'ultima rientrava a casa, intorno alle 20, dopo aver passato la serata con alcuni parenti. Quella notte la donna, arrivando nei pressi della propria abitazione, aveva notato che una delle finestre era stata rotta. Purtroppo per lei, aveva commesso l'errore di entrare e qui era stata subito sorpresa da un uomo con il volto travisato da un passamontagna. Il rapinatore l'aveva aggredita, sorprendendola all'improvviso. Le aveva poi intimato di consegnargli gli ori, i preziosi e il denaro contante che aveva con sé e in casa, in particolare aveva preteso che la donna gli consegnasse la somma precisa di 500 euro, segno che conosceva molto bene la propria vittima. Mihai, per impedire qualsiasi reazione, le aveva legato con delle sciarpe mani, piedi e la bocca, lasciandola, poi, inerme sul letto. Le aveva rubato i gioielli che indossava, oltre a 400 euro in contanti e il telefono cellulare, minacciandola di morte nel caso in cui avesse chiamato i carabinieri. Dopo due ore, la donna era riuscita a slegarsi e a chiedere aiuto ai vicini di casa. Questi ultimi, oltre ai soccorsi, avevano immediatamente avvertito le forze dell'ordine che si erano messe sulle tracce del rapinatore. Intorno alle 5.30, sulla provinciale 228, la strada che porta da Ivrea al lago di Viverone, i carabinieri avevano bloccato il romeno, che a piedi si stava dirigendo a Bollengo, dove abitava. Il muratore, sposato e padre di due figli, viveva a poca distanza dalla vittima, peraltro. I militari dell'Arma avevano poi sottoposto l'imputato a perquisizione rinvenendo parte della somma rubata nelle sue tasche, ovvero quattrocento euro. Con questa prova, i carabinieri si erano recati a casa di Mihai, trovando qui la sim card del cellulare dell'anziana. Era scattato l'arresto per l'uomo. Giovedì, a Ivrea, il processo con rito abbreviato che ha portato alla sua condanna. --Valerio Grosso