Cannabis light, in Canavese è boom di negozi specializzati

Simona Bombonatoivrea. Due aperture a Ivrea in sei mesi, quattro registrate a Chivasso in un anno, un canale interamente dedicato all'e-commerce tutto canavesano. Sono gli store della cannabis light o grow shop spuntati in Canavese negli ultimi dodici mesi, vero e proprio boom a livello nazionale che sta interessando anche il Canavese, appunto, terra di canapa per etimologia e non solo. E se in tutta Italia i punti vendita segnano un incremento del 75%, con 713 attività nel 2018 a fronte delle 408 del 2017, il Canavese, con le dovute proporzioni, sta assistendo a sua volta al boom di un settore non sempre chiarissimo dal punto di vista normativo, ma sicuramente in crescita. la legge del 2016L'effetto di queste nuove aperture, anche in città del calibro di Ivrea e Chivasso, è la legge 242/2016 sulla canapa che ha consentito la coltivazione e la commercializzazione della marijuana light e derivati, ovvero la cannabis con livelli di tetraidrocannabinolo (thc) allo 0,2% e margine di tolleranza fino allo 0,6%. Da qui il proliferare di grow store. A Ivrea, l'ultimo ad aver aperto i battenti si trova in via Palma. Lo gestisce Alessio Gallea, 22 anni, di Montanaro, insegna Cbd shop della omonima catena in franchising dedicata alla cannabis sativa legale. «Volevo farlo a Chivasso - spiega lui - Ma lì il mercato è fiorito in un attimo e non ci sarebbe stato spazio per una quinta attività. E così due mesi fa ho aperto qui. Chi entra? Di tutto, anche le signore che non ti aspetti».cosa si vende?Ma cosa si intende per cannabis light shop o grow shop? I grow shop anni fa vendevano principalmente attrezzatura per crescere indoor la marijuana partendo dai semi (lampade, vasi, concimi). Adesso il loro prodotto di punta sono le inflorescenze di marijuana light, ma anche i prodotti a base di canapa, che sono decine. Dalle creme di bellezza alle pomate, gli alimentari. In via Palma gli scaffali vedranno a breve proprio l'esposizione di specialità alimentari, mentre nel negozio di corso Nigra ("Canapese") è proprio questa l'ultima categoria di prodotti ad essere andata per la maggiore a Natale, con una forte domanda per cesti regalo a tema. Lo spiega Davide Davì, 38 anni, di Albiano. Davì lavora nel primo grow shop aperto in città lo scorso giugno di cui Paolo Console, 47 anni, di Torino è titolare. «Sì, abbiamo introdotto anche gli alimentari», dice mostrandoli. Pareti verde brillante e scaffali minimal, in corso Nigra, a far da vetrina a caffè, olio, cioccolato in tavoletta e spalmabile, biscotti, farina, caramelle, miele, liquori, birra. «Poi c'è tutta una linea di parafarmacia che propone dalla crema per la psoriasi all'olio di Cbd molto usato come antinfiammatorio e rilassante muscolare. A richiedere questi prodotti ci sono anche medici, mi è capitato di servire geriatri e veterinari che hanno sposato la causa». Semi e infiorescenze non vengono venduti ai minorenni. «Per quanto ci siano ancora molti pregiudizi su questi negozi e poca informazione, noi come scelta etica abbiamo deciso di non esporre il distributore automatico, così come di tenere prodotti con thc non oltre lo 0,5%: la normativa non è chiara, abbiamo preferito essere tranquilli». In programma, in corso Nigra, iniziative di sensibilizzazione con Associazione Canapese (canale di vendita solo online). Mentre diversi prodotti, come i secchi e le farine, arrivano da Viverone e dalla vicina Valchiusella. --