Niente demolizione per alcuni edifici presenti in discarica

CASTELLAMONTE. Il Tar del Piemonte ha accolto il ricorso di Agrigarden ambiente srl. La società che gestisce la discarica di Vespia non dovrà demolire, come imposto da un'ordinanza del Comune di Castellamonte dell'autunno 2017, l'edificio prefabbricato ad uso uffici ed alloggio custode, pesa e capannone che fungeva da deposito realizzati tra il 1995 ed il 2001. L'unico abbattimento interesserà la baracca di cantiere. I manufatti, in sostanza, sono stati considerati dal tribunale propedeutici allo svolgimento delle attività del sito. La sentenza è stata pubblicata martedì 8 gennaio, ma la controversa vicenda della discarica che si estende sul territorio delle frazioni Campo, Muriaglio e Preparetto tornerà ad essere oggetto di una Conferenza dei servizi. Il tutto, mentre la Città metropolitana ha preannunciato la convocazione della seconda Commissione lavori pubblici e ambiente che dovrebbe riunirsi nei prossimi giorni probabilmente proprio a Vespia.«Abbiamo fatto il nostro dovere effettuando le verifiche del caso - commenta il sindaco di Castellamonte, Pasquale Mazza -. Quando è stata concessa l'Aia (autorizzazione integrata ambientale) nel 2015, il Comune avrebbe dovuto dire allora che vi erano delle irregolarità, ma non lo fece. La nostra ordinanza è stata emessa in quanto i fabbricati in oggetto non risultavano conformi al piano regolatore, erano stati costruiti in difformità con le regole vigenti. Il Tar ritiene che le incongruità dovevano essere fatte rilevare prima e che si tratta di edifici che servono per la gestione della discarica». «L'attenzione dell'amministrazione comunale è altissima sul problema della discarica di Vespia, non voglio cedere di un millimetro - aggiunge il primo cittadino-. Chiunque mi proponesse la chiusura del sito, sarei immediatamente favorevole, ma mi devono dare un pacchetto completo per la gestione post mortem». --Chiara Cortese