Senza Titolo
Rita ColaVincenzo IorioIVREA. Sul fatto che l'area di fronte alla stazione ferroviaria andasse recuperata dal degrado, con o senza un centro commerciale, gli eporediesi lo avevano intuito da tempo. Ma che l'ex casa Molinario, fino al maggio 2016 sede del centro unico di prenotazione dell'Asl, fosse preda di ladri e vandali - e probabilmente anche ricovero per qualche senza tetto - è davvero una brutta sorpresa. E tutto a due passi dal centro, tra una miriade di edifici abitati, esercizi commerciali e un continuo via vai di persone e di auto.Porte aperteI tre piani della palazzina di colore giallo, all'angolo tra corso Nigra e via Di Vittorio, sono irriconoscibili. Porta d'ingresso forzata e quindi sempre aperta. Nessuna recinzione o barriera a impedire l'accesso in una proprietà privata. Dentro cumuli di spazzatura, resti di bivacchi e angoli usati come gabinetti. Al piano terra, le vetrate che un tempo dividevano gli spazi adibiti al ritiro delle analisi sono state spaccate. La sala d'attesa è irriconoscibile. Tutto è stato devastato, come il resto della struttura. Letteralmente strappato dalle numerose scatole di derivazione l'impianto elettrico per ripulire dal rame cavo dopo cavo. A terra ancora fogli e documenti dell'Asl.Al primo piano alcune pareti divisorie sono state prese a picconate e sfondate. Alcune porte sono state portate vie, altre sono state scardinate, spaccate e lasciate a terra. Tutto ciò che poteva avere un valore economico è stato rubato: dalle lampadine alle plafoniere ai termoconvettori. I bagni sono stati devastati. Non si contano le scritte lasciate sui muri.I senza tettoSulle stanze che affacciano su via Di Vittorio, sotto le finestre, giacigli improvvisati. Buste di plastica contenenti resti di cibo e una distesa di bottiglie di acqua e alcolici. E pensare che questa struttura, fino a due anni e mezzo fa, era frequentata da centinaia di persone ogni giorno. Qui c'erano anche gli ambulatori del centro di psicologia e altri uffici dell'Asl/To4. Per molti anni, casa Molinario - edificio che l'azienda sanitaria affittava da privati - è stato un punto di riferimento per i pazienti. Poi, con la costruzione del poliambulatorio Comunità di via Ginzburg, tutti i servizi erano stati trasferiti qui, e la palazzina era stata chiusa. Gli interessi dei privatiIn quello stesso periodo l'intera area è diventata oggetto di interesse da parte della società Genco che qui vuole realizzare un ipermercato Coop da quasi 5mila metri quadrati. Un investimento da 14 milioni di euro che però richiede una variante al Piano regolatore comunale che in questa zona prevede esercizi commerciali fino a 900 metri. La variante dovrà approdare in consiglio comunale alla fine del mese ed ha diviso maggioranza e opposizione. --