Sci, la rivolta dei piccoli Niente chiusura di impianti
CHAMPORCHER. È convocata per domani, giovedì 20 dicembre, l'assemblea di Monterosa Ski, il colosso che gestisce gli impianti di risalita delle valli di Ayas, Champorcher, Gressoney e Alagna Valsesia. Si tratta di una riunione cruciale che vedrà non solo l'esame, per la sua approvazione, del bilancio 2017-2018 ma anche il rinnovo dei componenti del Consiglio di amministrazione. indiscrezioniSecondo indiscrezioni, alla presidenza dovrebbe essere confermato il presidente in carica Giorgio Munari anche alla luce dei positivi risultati di bilancio degli ultimi esercizi che hanno registrato cifre in attivo. Certo non mancano perplessità e motivi di preoccupazione soprattutto nei comprensori più piccoli rispetto agli indirizzi futuri che la società intende adottare. Non sono poche le levate di scudi su alcuni aspetti contenuti nel piano aziendale. Il consiglio comunale di Champorcher, proprio in vista dell'assemblea, nella seduta di giovedì scorso ha approvato all'unanimità una delibera in cui delega il sindaco, Alice Chanoux, a rappresentare le volontà del consiglio comunale in occasione dell'assemblea di Monterosa Ski.le contrarietÀVolontà che ribadiscono, si legge nel documento «la contrarietà alla ventilata ipotesi di trasformare il comprensorio sciistico di Champorcher in parco divertimento, alla chiusura della sciovia Madeleine e all'eliminazione della sciovia Baby Laris». Il consiglio comunale di Champorcher dice no anche «alla politica dei prezzi in aumento pur apprezzando la volontà di investire nell'innevamento delle parti alte». A determinare la presa di posizione, sono state le anticipazioni trasmesse al Comune dall'assessorato regionale al Turismo, sport e trasporti relative al piano aziendale di Monterosa Ski in cui «la società - si legge nella delibera - ritiene che la strategia sui comprensori minori debba focalizzarsi sulla specializzazione verso il mercato famigliare e sulla neve non solo sci. L'obiettivo è quello di valorizzare l'aspetto ludico del divertimento sulla neve lasciando al comprensorio principale lo sci tradizionale». Un piano che guarda inevitabilmente a strategie aziendali di contenimento dei costi e massimizzazione degli utili. Di qui le prese di posizione che non si limitano alla Valle di Champorcher. PETIZIONE AD ANTAGNOD Polemiche accese si registrano pure ad Antagnod dove gli abitanti hanno promosso una petizione con circa 400 firme trasmessa nei giorni scorsi al Consiglio regionale per dire no alla ventilata ipotesi di chiusura degli impianti della località della Val d'Ayas: «Siamo preoccupati ed allarmati da questa decisione che non condividiamo - si legge nel testo - perché riteniamo che decisioni di tale gravità debbano essere prese dalla proprietà (Regione e Comune) previo assenso della popolazione interessata». Ma Monterosa Ski ha già smentito la tesi di una chiusura. Il piano strategico non parlerebbe di soluzioni così drastiche ma ribadirebbe la necessità di ripensare la logica economica delle piccole stazioni sciistiche con nuove idee e nuove strategie che non guardino solo allo sci. --Amelio Ambrosi