«Il mio lavoro di ricerca a Wikimedia»

IVREA. Una giovane donna figlia dell'olivettismo che, in pochi anni di studio, lavoro e ricerca, è riuscita a entrare a far parte dell'equipe della Wikimedia Foundation, la fondazione no profit che supporta il progetto Wikipedia, l'ormai irrinunciabile enciclopedia online. #BORNINIVREAÈ Miriam Redi, 33 anni, oggi vive a Londra ma è nata e cresciuta a Ivrea, formatasi al liceo scientifico Gramsci e in seguito al Politecnico di Torino. Londra-Ivrea, in tempi di mondo globale, non poi così lontano e la città dove si è nati, cresciuti e ancora ci sono gli amici, la famiglia d'origine e i ricordi non si può dimenticare. La storia, per questa giovane donna, è cominciata ormai anni fa. «Il percorso che mi ha portata oggi a lavorare qui a Londra è stato divertente ma affatto facile. Dopo la laurea al Politecnico di Torino - spiega Redi - ho preso un dottorato di ricerca a Eurecom, in Costa Azzurra, poi mi sono trasferita a Barcellona per lavorare a Yahoo Labs, una parte dell'azienda Yahoo dedicata alla ricerca per l'innovazione tecnologica».L'azienda, nel 2015, decide di chiudere il laboratorio di Barcellona e trasferire i propri scienziati a Londra. «Il punto è che - continua Redi - non ero totalmente soddisfatta. Avrei voluto mettere la mia ricerca a servizio di qualcosa che non fosse un'azienda. Mi sarebbe piaciuto lavorare per qualcuno che avesse a cuore il bene delle persone e della comunità». IL SALTOE così il colloquio di selezione per Wikimedia Foundation, ente che si occupa di supportare il progetto Wikipedia, che - ricordiamo - si basa sul lavoro volontario della community: ovvero di chi, ogni giorno, edita le voci e le categorie che compongono l'enorme mole di informazioni che troviamo accessibili online. Quanto ha influenzato l'essere cresciuta in una Ivrea post-olivettiana?«Tanto. Non è un caso che io sia nata a Ivrea. Mia mamma vi si era trasferita proprio per via dell'Olivetti. Ho ereditato dalla mia famiglia un bagaglio culturale particolare, che è il motivo per cui ho sempre pensato che la mia ricerca dovesse essere messa a servizio di progetti con una visione ampia della società e del futuro. Mi emoziono, alle volte, quando vado per lavoro nella Silicon Valley, di scoprire che gli americani sanno cos'era l'Olivetti e cosa si stava facendo in quegli anni in Canavese». Di cosa ti occupi a Wikimedia? «Con il team di ricercatori di cui faccio parte, sviluppiamo prototipi che aiutano gli editori a supportare le voci con fonti attendibili e a cercare immagini che possano essere aggiunte agli articoli. Usiamo tecniche di apprendimento artificiale, machine learning, in linguaggio tecnico. Questi modelli valgono per tutte le lingue della community di Wikipedia e aiutano gli editori a rendere l'enciclopedia sempre più precisa e attendibile».Il tuo è un settore prevalentemente maschile? «Sì. È un mondo tendenzialmente dominato da attitudini e linguaggi maschili. Io sono stata fortunata, nella mia carriera ho avuto colleghi molto inclusivi, ma non sempre è così. Non sempre è facile, per una donna, sviluppare autostima in questo settore e oggi cerco di partecipare a diversi incontri nei qualil ho modo di incoraggiare le ragazze che vogliono lavorare in questo campo. La diversità di genere è importante per la scienza. La produzione scientifica nasce dall'osservazione della realtà e uomini e donne vedono le cose con angolature diverse. Questa pluralità di visioni aiuta incredibilmente il progresso». --Vanessa Vidano