Arma pericolosa o da difesa: la bomboletta fa discutere

Edoardo IzzoRoma. A 48 ore dalla tragedia di Corinaldo, dove hanno perso la vita sei persone, si accende il dibattito sulla libera vendita e sull'utilizzo sempre maggiore dello "spray al peperoncino". Per alcuni è «un'arma a tutti gli effetti» che dovrebbe essere ritirata dal mercato, per altri andrebbe «usata con intelligenza» ma non negata perché «utile ai soggetti deboli», come le donne in situazioni particolari. È per il «ritiro immediato» Felice Romano, poliziotto e segretario Generale del Siulp, che punta il dito sulla pericolosità dello spray. «È incredibile che possa essere acquistato su internet o in farmacia», spiega Romano, aggiungendo: «Per poter utilizzare lo spray noi delle forze dell'ordine ci sottoponiamo a diversi test psicologici, per i ragazzini è un giocattolo». Ma è più in generale la gestione delle armi in Italia che, secondo Romano, andrebbe rivista. «In giro ci sono troppe armi ed è diventato troppo facile acquistarle», dice. Inoltre, «in una società democratica l'utilizzo della forza deve rimanere nelle mani dello Stato: non si può appaltare la difesa al cittadino». Altro aspetto è quello della certezza della pena che nel caso del «porto abusivo di armi» è purtroppo molto bassa. «Per questo reato - spiega - c'è la denuncia a piede libero e in un processo la condanna massima è a un anno e mezzo, ciò esclude il carcere». Certo è che quanto accaduto all'interno della discoteca "Lanterna Azzurra", dove lo spray ha generato panico e morte, non è purtroppo un caso isolato. Il dramma ha ricordato quello di piazza San Carlo a Torino, quando il 3 giugno del 2017, durante la proiezione di Juventus-Real Madrid, finale di Champions League, fu spruzzato spray urticante generando un fuggi fuggi e la morte, nella calca, di una donna. «Anche in quel caso uno strumento di difesa personale è stato utilizzato impropriamente», ricorda Romano. E sottolinea: «In polizia abbiamo lavorato cinque anni. Lo spray è stato sperimentato, abbiamo studiato diversi manuali e siamo in grado di intervenire con un lavaggio se un cittadino viene colpito agli occhi». A rendere il prodotto urticante non è il peperoncino, o almeno non solo, ma la capsaicina. «È una sostanza che può provocare forti e istantanee irritazioni alle mucose e agli occhi», conclude Romano. Opinione diversa è quella di Daniele Tissone, poliziotto e segretario Generale Silp-Cgil, che non demonizza lo spray urticante. «È uno strumento utile se usato nel modo giusto», spiega, aggiungendo che «è un rimedio sacrosanto per le donne che devono difendersi da uomini violenti». «Questo - aggiunge - non significa che va utilizzato quando non serve, come nel caso della discoteca. Bisogna semplicemente punire chi sbaglia». Già, perché secondo le indagini lo spray sarebbe spesso utilizzato nei locali come diversivo per piccoli furti. «È accaduto a Torino, in occasione del concerto di Ghali (rapper italo-tunisino ndr) e potrebbe essere successo anche a Corinaldo», ha spiegato ancora il poliziotto. Contrario all'uso dello spray, ritenuto «un'arma impropria», è Paolo Cento di "Sinistra Italiana" che ha invitato a «prendere coscienza che la diffusione di armi non garantisce la sicurezza, ma al contrario può provocare disastri».«Il ministro dell'Interno - dice Cento - ne vieti la vendita libera e tutti insieme smettiamo di alimentare paure e corsa ad armarsi». «Lo spray è anche uno strumento di difesa, non fatemi trarre conclusioni. Le indagini sono in corso», ha risposto il ministro dell'Interno Salvini. - BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI