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CERESOLE REALE. Continua a far discutere la 13ª tappa del Giro d'Italia 2019, che partirà il 24 maggio da Pinerolo e arriverà al Serrù, nel territorio del Comune di Ceresole Reale, all'interno del Parco nazionale Gran Paradiso. Alle proteste di Pro Natura e alla proposta di arretrare il traguardo della tappa dal Serrù al capoluogo, per limitare l'impatto sugli animali e sul territorio, fatta dal consigliere dell'ente parco Antonio Farina, è seguito un comunicato dell'associazione Amici del Gran Paradiso.Il sodalizio presieduto da Guido Novaria propone all'ente di utilizzare l'evento per «dar vita ad un modello di traguardo eco-compatibile, adattabile ad altre aree protette dove in futuro potrebbe arrivare la carovana rosa, creando aree di sosta per i camper e spazi per chi utilizza le tende da campeggio».«Il consiglio direttivo del Parco ha esaminato a fondo la questione - afferma in merito all'arrivo del Giro al Serrù, il presidente dell'ente, Italo Cerise -.Premesso che l'Ente parco non può a priori impedire che la manifestazione si svolga sulla strada del Nivolet, di proprietà della Città metropolitana, per il solo fatto che si sviluppa all'interno dei suoi confini, mentre può e deve verificare gli impatti su fauna e ambiente, il Consiglio direttivo ha incaricato la direzione di procedere alle necessarie verifiche, a partire dalla valutazione di incidenza, partecipando al tavolo tecnico del Comitato di tappa».«Peraltro - aggiunge Cerise - , il Comune di Ceresole e la società organizzatrice Rcs, consci delle problematiche ambientali, hanno proposto, sin da subito, delle limitazioni nell'impostazione della tappa, condivise col Parco».Una di queste limitazioni riguarda le auto e ogni altro mezzo, che dovranno fermarsi a Ceresole, poiché al Serrù si potrà arrivare solo a piedi o in bicicletta. «Sarà un'eco-tappa e dimostreremo di essere capaci ad organizzarla nel migliore dei modi - afferma il vice presidente del Parco, Danilo Crosasso -. In quanto rappresentante del versante piemontese nella giunta dell'ente, farò il possibile perché questo evento sia una grande occasione di promozione per la parte piemontese del Parco nazionale, ancora poco conosciuta rispetto a quella valdostana». --O.D.P.