Cinghiate del papà ai tre figli, madre a processo
IVREA. A giudizio per aver favorito le botte, gli insulti, le umiliazioni e le cinghiate: a processo una mamma per maltrattamenti sui tre figli di 6, 10 e 12 anni. Il processo, che vede coinvolta una famiglia residente in un Comune dell'Eporediese, si è tenuto venerdì mattina al tribunale di Ivrea davanti al giudice monocratico Lodovico Morello del tribunale di Ivrea. Il procedimento, nel quale viene contestato il reato di maltrattamenti famigliari ai danni di tre minorenni, si sarebbe dovuto concludere, ma a causa dell'astensione degli avvocati è stato rinviato per la discussione e la sentenza al prossimo 30 novembre, venerdì. La vicenda risale all'estate di tre anni fa. La situazione della famiglia al centro del processo è complessa. L'imputata è divorziata. Da quel matrimonio ha avuto due bambini che all'epoca dei fatti avevano 10 e 12 anni. Poi la donna ha allacciato una nuova relazione sentimentale con un uomo, suo attuale compagno, da cui ha avuto un altro figlio, il minore vittima di maltrattamenti che all'epoca dei fatti aveva sei anni. A sollevare il velo sugli abusi della coppia ai danni dei tre bambini sarebbe stato il padre naturale dei due più grandi, al quale essi stessi, a fronte dell'ennesimo sopruso, si sarebbero rivolti chiedendo aiuto. La Procura contesta che le violenze vere e proprie sarebbero state inflitte dal nuovo compagno della madre (che in separato procedimento ha patteggiato una pena di un anno e otto mesi di reclusione per questi fatti).I bambini avrebbero subito soprattutto vessazioni psicologiche con severe punizioni. Secondo quanto è emerso, venivano sgridati di fronte ai fratelli e umiliati, fino a essere picchiati e schiaffeggiati. Gli episodi più gravi però avrebbero al centro il patrigno, che dopo essersi sfilato la cintura dai pantaloni, avrebbe colpito i piccoli per punirli in maniera esemplare. La madre, ovvero l'imputata, non si sarebbe opposta a questa "rigida educazione", ma avrebbe anzi, secondo quanto sostenuto nelle accuse, favorito il compagno per mettere in riga i bambini. La donna è difesa dall'avvocato Elisa Solive, che rigetta le accuse contestate. Le tre piccole vittime dei maltrattamenti, invece, sono rappresentati come parte offesa dall'avvocato Mariaclaudia Rossetti del foro di Ivrea. --Valerio Grosso