Hacker nei pc dei giudici «Un'azione allarmante»

roma. Accesso abusivo a sistema informatico. È il reato che si ipotizza per l'attacco hacker che nei giorni scorsi ha interessato gli uffici giudiziari italiani e in particolare le Corti d'Appello. L'attacco dei pirati informatici risale al 13 novembre scorso e ha interessato circa 3 mila tra soggetti pubblici e privati, in particolare le Pec di tanti magistrati, portando tra l'altro all'interruzione dei servizi informatici degli uffici giudiziari dei distretti di Corte d'appello di tutta Italia. «Chi è entrato voleva prendere certe cose», hanno spiegato nei giorni scorsi fonti dell'intelligence. Secondo quanto accertato l'attacco è partito dall'estero e ha riguardato oltre 30mila domini e circa 500mila caselle postali (98mila delle quali di appartenenti alla Pubblica amministrazione). Per le autorità siamo in presenza di una azione «allarmante» e «grave», che ha avuto «ricadute importanti». -