Ramella e il territorio Riecco il libro che ispirò 40 anni fa gli Amici del museo
IVREAPer celebrare il quarantennale dell'associazione Amici del museo del Canavese, sabato 10 novembre, alle 15,30, nella sala Dorata, sarà presentato il volume "Civiltà di Ivrea e Canavese", a firma di Pietro Ramella. Quest'ultimo, scrittore e studioso di storia locale nonché presidente del sodalizio culturale eporediese, è anche autore del libro "Civiltà del Canavese", che proprio quarant'anni fa ispirò la nascita dell'associazione. «Nell'opera - spiega l'autore - abbiamo raccontato il territorio e le genti che vi sono vissute nel corso della sua intera storia, il clima, l'ecologia, l'economia, la religione, le comunità, le leggi e le società che si sono avvicendate nelle nostre terre dalla preistoria sino ai tempi moderni».Nelle 320 pagine corredate da ben 102 fotografie, 53 illustrazioni, 8 mappe e 17 tavole non manca un approfondimento sulla grande esperienza olivettiana e i suoi protagonisti, che hanno trasformato un piccolo centro agricolo in un polo industriale proiettato nel mondo. Dopo un'introduzione a cura dello stesso autore, sono in programma gli interventi di monsignor Edoardo Cerrato, vescovo della diocesi di Ivrea, e del sindaco Stefano Sertoli, che parleranno rispettivamente del vescovo Warmundo dell'anno 1000 e di Ivrea, città industriale del XX secoli, patrimonio Unesco.Sul volontariato nel Piemonte e nel Canavese si concentrerà Silvio Magliano, presidente del Centro servizi per il volontariato. A seguire Maria Aprile, vice-presidente dell'associazione Amici del museo del Canavese, illustrerà i dati di sintesi raccolti nel libro.Le conclusioni saranno affidate allo stesso Pietro Ramella, che ripercorrerà brevemente la storia dell'associazione, ente di volontariato che ha realizzato nel corso degli anni, in collaborazione con il Comune, la collezione etnografica di Ivrea, patrimonio culturale composto da oltre 2.100 reperti, di cui 1260 schedati e corredati di testi e immagini. --