La riforma della prescrizione slitta al 2020

Francesco Grignetti / ROMALa riforma della prescrizione si farà subito, ma anche no. L'accordo politico tra Salvini e Di Maio di lasciare il tutto nell'ambito dell'Anticorruzione, ma ad effetto differito, salva la maggioranza. Allo stesso tempo, però, subordinando la riforma della prescrizione a una riforma complessiva della giustizia penale, rinvia la questione a tempi lontani. Nella forma, sembra che i grillini abbiano vinto. E infatti Di Maio esulta: «Si dirà basta alla prescrizione che salva i furbetti. Forza Italia se ne faccia una ragione». Nella sostanza, prevale la Lega. Così Salvini può mostrare una calma olimpica: «L'accordo è stato trovato in mezz'ora. Voglio tempi brevi per i processi. In galera i colpevoli, libertà per gli innocenti». Siccome il diavolo si annida nei dettagli, questa volta bisogna guardare soprattutto ai tempi. La legge sulla prescrizione entrerà in vigore solo dopo il 1 gennaio 2020. Poiché si tocca il diritto penale sostanziale, però, avrà effetto solo per i reati che avverranno dopo quella data: nei tribunali gli effetti si vedranno tra 6 o 7 anni, - se nel frattempo non cambieranno le maggioranze. Ecco perché Pier Camillo Davigo, il magistrato che più di tutti si era speso per il blocco della prescrizione, è caustico più del solito: «Se ne vedranno gli effetti solo tra molti anni, da qui all'eternità, quando io sarò morto». La battuta suona da sonora sconfessione. Di quelle che lasciano tramortiti. E infatti un grillino ortodosso come Andrea Colletti è furente: «È una cagata pazzesca». La riunione del mattino a palazzo Chigi, alla presenza del premier Giuseppe Conte, ha deciso tempi e modi. Innanzitutto c'è da dire che l'emendamento della discordia è superato. Il meccanismo, come annunciato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, prevede che al ddl Bonafede a questo punto sia «abbinato» un altro ddl, questo firmato dall'onorevole Colletti, e su questo secondo inizierà un nuovo iter.In Parlamento, la reazione delle opposizioni, specie di Forza Italia, sono furenti. Qualcuno tra i grillini registra con soddisfazione che si è raggiunto uno dei momenti più bassi nei rapporti del centrodestra. Ma non è detto che la tregua armata dentro la maggioranza regga. Confida un autorevole leghista: «Se non verrà mantenuta la promessa di Bonafede, di fare prima la riforma complessiva, ci mettiamo un attimo a smontargli la prescrizione».Gli avvocati penalisti non ci stanno e annunciano 4 giorni di astensione dalle udienze. I magistrati, a loro volta, incassano che il governo ha riconosciuto, come dicevano da giorni, che «la modifica della prescrizione si deve fare insieme a una riforma più ampia e complessiva. A questo punto, attendiamo di vedere».Le opposizioni sono offese anche perché il ministro della Giustizia ha annunciato in diretta Facebook il risultato della mediazione senza avvisare le commissioni parlamentari. Secondo Alfredo Bazoli, Pd, «la propaganda del ministro Bonafede porta all'umiliazione dei diritti dell'opposizione». E dice Laura Ravetto, Forza Italia: «Altro che centralità delle Camere. I grillini hanno un'idea malata di democrazia». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI