L'eco dei mondi perduti nel disco di Guglielmetti

IVREATutti la conoscono come attrice di talento, ma Pamela Guglielmetti è molto di più, un'artista a tutto tondo che ora si svela anche come cantautrice, grazie al disco L'Eco dei mondi perduti che sabato 10, alle 19, presenterà alla libreria Livrè-Libri da bere, in via Circonvallazione 24. Una passione, quella per la musica e il canto che da qualche tempo andava riverberandosi anche nei suoi spettacoli, sempre più spesso aperti a passaggi cantati, in particolare l'ultimo, tuttora in replica, Voci tra la terra e il cielo. «In realtà - racconta - canto da sempre. Sin da piccolissima passavo il tempo a danzare e cantare. Da ragazzina ho quindi approfondito il ballo e non posso dimenticare che il battesimo del palcoscenico è avvenuto come danzatrice. Per vent'anni la danza è stata la mia vita. Nel mio caso, alla fine, succede l'inaspettato: il corpo ti ferma e di colpo ti trovi a dovere percorrere strade diverse da quelle che credevi tue». Insorti i problemi di salute, a sostenere l'artista è stata la lunga attività di formazione compiuta alla Fondazione Teatro nuovo di Torino che le ha aperto finestre su panorami fino ad allora non ritenuti parte del suo percorso. «Solo quando il corpo mi ha imposto un fermo obbligato - ricorda - ho sentito che non avrei potuto vivere senza esprimermi e creare. Ho fatto tesoro di quello che la danza mi ha donato e l'ho messo a servizio del teatro, approfondendo questo mondo meraviglioso e terribile, tra gioie e dolori, cercando di capire come avrei potuto essere autentica e raccontare quello che avevo da dire e donare, in un modo che fosse solo mio». Ispirandosi alle grandi esperienze del monologo teatrale, Guglielmetti affronta con successo, da 12 anni, il teatro di narrazione: «Da circa due anni - continua - ho sentito l'esigenza di fare entrare nei miei spettacoli anche il canto».Il seguito è storia recente, modellatasi durante un corso di perfezionamento vocale all'Associazione Notabene di Ivrea, centro culturale e Accademia musicale, dove, guidata dall'insegnante Giorgia Bovolenta e dal presidente/musicista Silvano Ganio Mego ha seguito percorsi di intensa formazione non solo vocale che l'hanno condotta al risultato rappresentato da questo disco. «L'eco dei mondi perduti - conclude - rappresenta un richiamo al cercare dentro di sé quelle stanze chiuse a chiave, quelle parti rinnegate e abbandonate che abbiamo inconsapevolmente scelto di sacrificare».Da Livrè, dopo un aperitivo, esecuzione live dei brani, con Michele Osella alla chitarra. Parteciperanno anche l'arrangiatore del disco, Silvano Ganio Mego, e Luigi Perona di Radio Spazio Ivrea. --FRANCO FARNÈ