Pascoli abusivi e malati, a processo gli allevatori della famiglia Bergero
SAN BENIGNO CANAVESEÈ ripreso martedì scorso il processo a carico della famiglia Bergero, noti allevatori canavesani, accusati di aver diffuso - o per lo meno non aver impedito - il contagio della tubercolosi bovina dalle loro mandrie ad altri capi nella zona del Basso Canavese. Sul banco degli imputati ci sono i coniugi Renato Bergero e Anna Rocci, 63 e 62 anni, i figli Angelo, di 31, Aldo, 47, e Daniele, di 25 (quest'ultimo coinvolto nell'omicidio di due pastori rumeni nelle campagne di Chivasso), difesi dagli avvocati Celere Spaziante e Maria Letizia Ferraris. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, dei reati di diffusione colposa di malattia agli animali, sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro, ingresso arbitrario in luoghi dove l'accesso è vietato, inosservanza dei provvedimenti dell'autorità, introduzione di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo. Davanti al giudice, ha deposto un dipendente dell'Asl che ha raccontato come nelle campagne di San Benigno avessero rinvenuto un capo abbandonato dai Bergero e una carcassa nel torrente Malone. Nelle precedenti udienze, aveva testimoniato un medico del servizio veterinario dell'Asl/To4 di Cuorgnè che, tra il 2014 e 2015, aveva condotto le indagini epistemologiche su capi di bestiame risultati infetti dal "micobatterio bovis" dell'azienda agricola Marchetto.Gli stabilimenti si trovano a Rivarossa, nella zona dove pascolavano i bovini degli imputati (liberi di muoversi senza alcuna autorizzazione tra i Comuni di Front, Foglizzo, San Benigno e Chivasso). «Il batterio isolato, piuttosto atipico - ha specificato il medico - era dello stesso ceppo virale di quello già riscontrato nel 2007 e nel 2012 nei capi infetti dei Bergero, che pascolavano abusivamente nei campi di fronte all'azienda». Un'ordinanza di abbattimento degli animali affetti da tubercolosi era già stata emessa, ma effettuata dai Bergero con ritardo e solo parzialmente, dopo il respingimento del loro ricorso al Tar a fronte dell'abbattimento totale della mandria. Il processo proseguirà il 6 novembre. --V.G.