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IVREASpesso si sente parlare, di richiesta di stallo. Ma di cosa si tratta esattamente?Lo stallo non è un'adozione. Ma un periodo limitato di tempo in cui cani e gatti, stanno a casa di una persona che li ospita e se ne prende cura, prima dell'inserimento in gattile o dell'adozione vera e propria. Vediamo quali sono le casistiche e come funziona. «Per stallo si intende appunto un periodo in casa di qualcuno» spiega Silvia Faggian, presidente associazione Eporedia animali. «Il perchè l'animale abbia necessità di stare in stallo in casa, può avere ragioni diverse. Ci sono i casi di cuccioli in svezzamento. In quel caso si cercano delle vere e proprie balie umane, perchè i mici, proprio come i neonati, hanno bisogno - continua Faggian - di essere allattati quasi ogni due ore e talvolta anche di notte. Fino a che non arrivano al secondo mese di vita, non possono essere accolti in gattile perchè troppo delicati. Questi sono i casi piú difficili. Poi abbiamo animali che hanno contratto malattie e che non possono stare a contatto con gli altri gatti finché non guariscono. Oppure animali che noi prendiamo in carico e che facciamo vaccinare, ma che per tre settimane - fino a quando il vaccino non è attivo - devono stare da soli». Ci sono anche casi di gatti inselvatichiti che per poter entrare nel gattile devono essere parzialmente addomesticati». «Inserire gatti aggressivi è pericoloso. Noi non vogliamo forzare la natura, infatti trattiamo anche le colonie feline di gatti selvatici. Alcuni lo sono parzialmente e cerchiamo di introdurli in struttura». Quanti stalli avete fatto da inizio anno? «Di gatti adulti e cuccioli già svezzati circa 25, di cui 18 sono stati adottati, di questi due dagli stessi stallanti che si sono affezionati, mentre 6 sono ancora in gattile. Abbiamo poi lanciato - continua Faggian - almeno altrettante richieste di balie umane. 15 cuccioli li abbiamo svezzati noi volontari». --VANESSA VIDANO