A Massimo Farcoz l'Ivrea-Mombarone Stop dopo i migliori 181 sulla colma
Marco Bermond/IVREAMassimo Farcoz, talento della corsa in montagna, ha vinto la classica Ivrea-Mombarone. La corsa di ieri, riedizione numero 42, entra comunque nella storia della competizione perchè la gara è stata interrotta per maltempo e motivi di sicurezza dopo le due ore e quindici minuti al cancello di Pian Curtassa, ma i migliori 181 sono comunque giunti al traguardo.Numeri non indifferenti per la corsa in montagna tra le più amate dagli sportivi canavesani e dagli stessi atleti.Al via da piazza Ottinetti in 390; in 181 sul traguardo della colma a 2371 metri d'altitudine. Per tutti gli altri tempi rilevati a San Giacomo a 1245 metri. Solo 3 i ritirati. È andata in scena anche la seconda non competitiva da Ivrea ad Andrate con alla partenza quaranta appassionati coraggiosi in una giornata dalle condizioni meteo davvero sfortunata, con una leggera pioggia fin dalla partenza.LA GARAFarcoz, tesserato per la società di Pont-Saint-Martin ha tagliato il traguardo con l'eccellente tempo di 2h03'37", precedendo il torinese Gabriele Bacchion che ha fatto registrare 2h07'47"; terzo il valchiusellese Edward Young in 2h10'08". In campo femminile, al nono posto assoluto, la torinese Camilla Magliano in 2h23'32"; in seconda posizione la portacolori della Libertas Forno Katarzyna Kuzminska in 2h32'23"; sul terzo gradino del podio Chiara Giovando, di Ozegna, tesserata per la Monterosa di Arnad, in 2h33'27". Resistono ancora i record della corsa: in campo maschile il miglior tempo assoluto dell'Ivrea-Mombarone è sempre quello di Wyatt Jonathan (Atletica Trento) stabilito nel 2014; mentre tra le donne il miglior crono è proprio della torinese Camilla Magliano che lo scorso anno, edizione del 2017, ha stabilito un eccezionale 2h15'08".IL MALTEMPOLe condizioni meteo proibitive di una domenica davvero uggiosa fin dalla mattinata hanno costretto gli organizzatori a fermare la gara a Pian Curtassa. «Pioggia, nebbia, vento e basse temperature nella parte alta del percorso, quello più esposto, in montagna. Di concerto con la direzione gara e soprattutto con i responsabili del soccorso alpino - spiega Marco Zodo, presidente della società Amici del Mombarone che organizza la gara - i cui operatori presidiano il percorso nel tratto di montagna, è stato deciso di fermare la corsa per la sicurezza degli atleti. Soprattutto la nebbia crea problemi non indifferenti agli atleti che possono perdere l'orientamento trovandosi sul sentiero di montagna». In 42 riedizioni è la prima volta che accade. Un fatto nuovo che va ad aggiungersi alla gloriosa storia di un evento unico. Da ricordare, infine, il circuito Tre Cime (Crabun, Camino e Mombarone). --