Pensioni d'oro, ecco la proposta Ma la Lega è contro i Cinque Stelle

lo scontroPaolo Baroni / romaLa battaglia è su quota 4 mila, ma anche su che tipo di prelievo applicare. Sulle pensioni d'oro c'è una proposta di legge della maggioranza depositata in Parlamento, già oggetto di tantissime critiche e, soprattutto, c'è l'intenzione del Movimento Cinque Stelle di procedere nonostante i dissidi con gli alleati della Lega. «Per quelli che ancora fanno finta di non aver capito come funziona la nostra legge che abolisce le pensioni d'oro senza aver versato i contributi, abbiamo fatto il disegnino. Ora sono sicuro che lo capirà chiunque» ha scritto ieri su suo profilo Facebook il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio. La soglia e il ricalcoloAllegato al suo post, il leader grillino ha pubblicato anche un piccolo schemino nel quale viene definitivamente fissata a quota 4 mila la soglia di intervento. E quindi, semplificando molto i concetti, viene spiegato come si intende procedere: ovviamente sotto questa soglia i pensionati non devono temere alcun tipo di taglio.Se, invece, uno percepisce una pensione superiore ai 4000 euro e se questa non dovesse corrispondere ai contributi versati, si aprono due scenari: ci sarà un taglio fino alla soglia dei contributi versati per coloro che hanno versato più contributi, mentre il taglio sarà fino ai 4000 euro qualora la persona abbia versato meno di 4000 euro di contributi. Fine della storia.I dubbi della LegaIn realtà in casa della Lega non la pensano proprio così. Ancora ieri il viceministro all'Economia Massimo Garavaglia in una intervista ha dovuto prendere atto che «sulle pensioni d'oro le divergenze sembrano molto grosse». A suo parere il punto «è stabilire cosa s'intende per pensioni d'oro, si parla di una soglia di 4 mila euro. L'eventuale taglio non deve dipendere dalla cifra ma solo dai contributi versati». Insomma lo schema Di Maio non funziona. Ai tavoli tecnici prima dell'estate il presidente di Itinerari previdenziali Alberto Brambilla, indicato come consulente di Salvini, al progetto di ricalcolo dei contributi ha sempre contrapposto l'idea del contributo di solidarietà, temporaneo, ragionevole, progressivo e proporzionale. Per due ragioni: da un lato metterebbe il provvedimento del governo al riparo da possibili ricorsi alla Consulta e dall'altro darebbe maggiori certezze sul gettito. La proposta di legge della maggioranza dovrebbe infatti intervenire su 158 mila assegni e produrre circa 500 milioni di euro di risparmi, che però secondo altre stime potrebbero essere decisamente minori. E comunque insufficienti a consentire di aumentare anche di poco l'importo degli assegni minimi di cui si parla da tempo. Tra Fornero e Quota 100Altra questione complessa: il superamento della legge Fornero. Scomparso dai radar il progetto di quota 41, che avrebbe consentito l'uscita a prescindere dall'età, resta in campo quota 100 come somma di età e contributi versati. In questo caso i costi oscillano tra 4 e 10-14 miliardi l'anno secondo le stime dell'Inps.Per limitare l'esborso, in questo caso, il governo pensa di cancellare l'Ape social o, in subordine, ridurne il finanziamento. C'è, però, anche la possibilità di ridurre il perimetro di applicazione di quota 100 ai soli esuberi delle aziende e prevedere requisiti più severi di quelli fin qui ipotizzati (64 anni d'età e 35 di contributi). L'allarme dei sindacatiCancellare l'Ape social e sostituirla con quota 100 mette però in allarme i sindacati. «I lavoratori in condizioni di grave difficoltà - denuncia, infatti, la Uil - vedrebbero peggiorata la propria situazione, con un ritardo di accesso alle pensioni che può arrivare fino a quattro anni, nel caso di disoccupati e di lavoratrici madri che dovranno attendere la pensione di vecchiaia a 67 anni». Una cosa ovviamente inaccettabile. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI