«Io, parkinsoniano, lotto per vivere»

CASTELLAMONTE Era il 13 giugno 2013, quando veniva fondata l'Associazione parkinsoniani del Canavese, da Silvano Chiartano e quello che per tanto tempo è stato suo vice Pietro Bertolino. Un anno dopo, nel 2014, è diventata onlus ed è cominciata la vera avventura. VIETATO CHIUDERSI IN SE STESSIPerché il suo presidente, malato di Parkinson dal 2005, e che adesso ha 69 anni, non ha mai smesso di lottare contro questa malattia degenerativa per se stesso e per gli altri. Dal 2014 in poi, insieme a collaboratori, sognatori come lui, amici e istituzioni, è riuscito a creare tre palestre (Castellamonte, Pavone e Borgofranco) dove poter praticare attività per malati, centri dove provare tecniche che li aiutano, punti di ascolto e assistenza. Ha continuato a lavorare «perché chi è colpito da questa malattia spesso ha la tendenza ad isolarsi, a vergognarsi, e più ci si isola, più ci si vergogna più il morbo prenderà spazio in noi. Dobbiamo invece combatterla con il movimento, stando insieme, restando con la mente aperta e pronta - continua Chiartano - Lo scorso anno grazie al dirigente generale dell'Asl/To4, Lorenzo Ardissone, ci sono stati concessi due locali all'ospedale di Castellamonte che abbiamo trasformato in un locale di segreteria e in una mini palestra super attrezzata con 4 macchine che vengono dall'Inghilterra uniche in Italia, che permettono ai malati di continuare a tenere in allenamento i muscoli».Ai malati di Parkinson, come a tutti quelli che hanno problemi motori. E poiché non era facile trovare finanziamenti Chiartano ha nuovamente dato fondo alla sua fantasia infinita scrivendo un libro: Il piccolo Orco. Una storia raccontata a suo nipote, che con l'aiuto anche degli studenti della primaria, è diventata poi libro con 60 disegni. Le vendite del libro, insieme ad alcune donazioni, hanno permesso nel 2017 di comprare queste macchine all'avanguardia. «Al momento sono utilizzate da una quindicina di persone che praticano 2 volte alla settimana facendo anche terapia di gruppo, ma dall'autunno saliremo a trenta. Ringrazio per questo anche i 25 volontari che sono sempre disponibili e pronti a darci una mano», dice. Silvano è un ottimista per natura. Senza questo suo carattere non potrebbe lavorare in continuazione a progetti e sogni: comprare un'altra macchina per la ginnastica passiva, dotare il centro di una macchina adibita al trasporto malati, organizzare in giro per il Canavese altre palestre e altri centri, aprire punti di ascolto. Da agosto tra le altre dovrebbe partire anche un laboratorio per la manualità. Attualmente i malati dell'associazione sono circa un centinaio, 23mila in Piemonte quelli accertati.«Il mio sogno sarebbe quello di creare qui un centro diurno e mi sto impegnando a fondo per allargare i confini dell'associazione, perché mi rendo conto che soli e piccoli non si va troppo lontano. Ecco perché sono anche molto soddisfatto della convenzione con il Fatebenefratelli - racconta - . Io più di tanto da solo non posso fare, ma sono convinto che se sapremo unire tutte le associazioni in una Federazione potremo fare molto di più anche a livelli superiori e per questo mi sto battendo». EBANISTI, CHE PASSIONEMa Chiartano ha anche un altro sogno, che nulla ha a che fare con il Parkinson. Suo padre era un grande ebanista e come lui in Canavese e a Castellamonte, dove si insegnava la lavorazione del legno, ce n'erano tanti «Mi piacerebbe realizzare una mostra dedicata agli ebanisti e alle loro opere, di cui si parla sempre meno». --SANDRA TORASSO BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI