La notte dei Vutun fa il botto 1.500 presenze, molti stranieri
VICO CANAVESESi sta internazionalizzando La notte dij Vutun di Vico. L'ottava edizione di sabato 14 ha registrato qualcosa come 1500 presenze e visitatori provenienti anche dall'estero. LA PROMOZIONE DEL WEB Due comitive di turisti francesi e spagnoli hanno saputo dell'evento consultando Internet: i transalpini mentre si trovavano a Trieste, gli iberici a Milano. E sono partiti. La cadenza dell'evento è biennale. Come a ogni edizione, anche questa volta, sono state aperte le porte delle case e nelle vie del paese sono state offerte le eccellenze della tradizione gastronomica con una cena itinerante da vutun a vutun. «Fatela tutti gli anni»«Prima di ripartire, oltre la mezzanotte - ha raccontato il sindaco Antonio Nicolino - ci hanno pregati di tornare ad organizzare l'appuntamento già l'anno prossimo. Ci hanno comunque assicurato che torneranno». E le millecinquecento presenze la dicono lunga sul successo di quest'anno, nonostante in alcuni momenti si sia temuto per il temporale. Un'occasione, inoltre, per i partecipanti di scoprire le caratteristiche architettoniche del centro storico, tra le quali spiccano i caratteristici vutun (ben nove) ai quali si richiama la manifestazione. L'olio di noce e il frantoio del 1600Grande curiosità ha poi suscitato l'impianto, risalente al 1600, per la produzione di olio di noce, che fa bella mostra di sé nel cortile della casa della famiglia Bertarione, con il proprietario impegnato a ragguagliare gli astanti sul funzionamento dell'impianto stesso. Ammirata, inoltre, la vena artistica di due intagliatori del legno locali, Remo Giono e Aldo Bario, impegnati a rifinire collari in legno (le cosiddette "canaule") per capre e a creare dal vivo posate, mestoli ed altri utensili da cucina, anch'essi in legno. Tra i presenti la senatrice Virginia Tiraboschi, che ha speso parole di elogio per gli organizzatori fissando poi nel suo smartphone l'immagine di tutti i vutun. «Dobbiamo purtroppo deludere i nostri ospiti stranieri, ma l'appuntamento per la prossima edizione dell'evento sarà nel 2020. Non è giusto impegnare più del lecito l'esercito di volontari che pure si prestano con entusiasmo all'organizzazione ed alla gestione dell'evento» ha aggiunto il sindaco Nicolino. In Valchiusella non c'è festa senza musica e canti. E non poteva fare eccezione proprio la Notte dij vutun. Al loro arrivo in piazza Garibaldi, punto di partenza del percorso gastronomico, gli ospiti sono stati accolti dalle note dell'Agricol street band di Rueglio, estrosa formazione strumentale che si è prodotta insieme con la fanfara di Carema. Assai apprezzate, inoltre due formazioni vocali. D'obbligo, infine, la presenza di quintetti, insiemi strumentali itineranti della tradizione locale. --GIACOMO GROSSO BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI