Processo per droga Nove le condanne Coinvolto l'ex assessore

TorinoNove condanne, con pene che spaziano da 4 anni e 8 mesi a 13 anni, hanno chiuso ieri nelle aule del Tribunale di Torino, il processo nato da un'inchiesta dei carabinieri del Ros, chiamata in codice Bellavita, su un narcotraffico milionario tra la Spagna e l'Italia, orchestrato da personaggi vicini alla 'ndrangheta dell'area reggina. Non era comunque contestata l'associazione di stampo mafioso. Tra i condannati c'è anche Bruno Trunfio, ex assessore al Comune di Chivasso ed ex esponente locale dell'Udc, già coinvolto e poi condannato ad 8 anni, nell'inchiesta Minotauro. La maxi operazione, condotta dalla Dda e dai carabinieri del comando provinciale di Torino, che nel 2011 fece emergere e sradicò le radici della 'ndrangheta nel Canavese, con la scoperta delle locali di Chivasso, di Volpiano, e di Cuorgnè e con 70 condanne in via definitiva. L'operazione Bellavita scattò invece nel novembre del 2017 con una serie di arresti. I carichi di hashish e cocaina, a volte di 300 o 400 kg, venivano nascosti in doppifondi di automobili e camion appositamente modificati. Per gli inquirenti una delle figure chiave era quella di Cosimo Piscioneri, il cui fratello, Rocco Piscioneri, morto nel marzo del 2017, fu considerato uno dei maggiori narcotrafficanti italiani degli anni Ottanta.Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, quello di Trunfio era un ruolo soprattutto logistico e di supporto. «Forniva il proprio appoggio nelle operazioni di trasporto e di traffico». Anche nelle fasi finali e, «in parte finalizzava anche il commercio degli stupefacenti. Individuava i depositi e anche i potenziali clienti».L'accusa è stata sostenuta dal pm Monica Abbatecola. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Carlo Romeo, Rosalba Cannone e Rocco Femia. --