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«L'abbronzatura è chic», disse Coco Chanel nel 1923 lanciando una moda che fece finire l'era del candore della pelle femminile decantato dai poeti del Dolce Stil Novo e da Giosuè Carducci. Un secolo dopo quell'affermazione, lanciata dalla regina della moda, l'abbronzatura e le creme solari, in particolare, oltre che chic diventano smart e green, cioè intelligenti ed ecologiche. La tintarella, si sa, è un'ossessione, una droga, non a caso l'esposizione ai raggi ultravioletti stimola la produzione di endorfine, sostanze analgesiche ed eccitanti prodotte dal cervello, per cui - nonostante i rischi per la pelle - continuiamo a esporci al sole. Quindi l'interrogativo è: come riuscire ad avere quel colore ambrato che fa tanto tendenza senza correre il rischio di avere ripercussioni per la salute e riuscire ad ottenere il massimo beneficio dall'abbronzatura? Per dare queste risposte sono al lavoro ricercatori, esperti di genetica e cosmesi per realizzare prodotti all'avanguardia, sempre più sicuri e eco-sostenibili. Il 2018, dicono gli esperti, è l'anno dei solari intelligenti quelli personalizzati che si adeguano al tipo di pelle e al grado di esposizione ai raggi solari. Quindi, addio «chiazze, pelli rosse un po' paonazze», come cantava Mina negli anni Sessanta. La nuova era della tintarella passa attraverso prodotti sempre più tecno e ricercati, salubri, sostenibili e biocompatibili. Un mercato che vale oltre 130 milioni di euro annui quello delle creme solari e nel quale, naturalmente, si investe molto. In futuro l'abbronzatura dovrà essere sostenibile come sostengono gli scienziati dell'Università della Florida che hanno creato batteri geneticamente modificati in grado di produrre in laboratorio la Shinorina, una sostanza naturale capace di assorbire le radiazioni ultraviolette. Alcuni componenti sintetici dei filtri solari di uso comune, infatti, dispersi nelle acque possono creare danni ambientali e in particolare alle barriere coralline, tant'è che il governo delle Hawaii ha approvato una legge che mette al bando alcune creme solari, a partire da gennaio 2021. L'alternativa, quindi, sono prodotti sostenibili a base di Shinorina, una sostanza prodotta naturalmente da cianobatteri e alghe, da utilizzare per la produzione di creme solari non eco-tossiche o magliette abbronzanti in grado di far passare solo i raggi ultravioletti "buoni" e respingere quelli "cattivi". La tintarella-mania ha spinto i ricercatori a studiare gli effetti e i danni provocati alla pelle dai raggi ultravioletti, la prolungata esposizione al sole infatti può causare un'alterazione irreversibile al Dna e il successivo invecchiamento precoce dell'epidermide e può favorire l'insorgere di tumori della pelle. nCONTINUA NELLA SECONDA DELL'INSERTO