«Corrimano e sicurezza per uscire di casa»
IVREA «Voglio essere sicura ad uscire di casa. Sono bloccata tra quattro mura e nessuno fa nulla». È comprensibilmente arrabbiata Rita Rosaria Zara, che vive in via Arduino 128. La donna, pensionata settantenne, chiede a gran voce interventi per rendere accessibile l'accesso e l'uscita dalla sua abitazione alla via principale, ma senza successo. «Venerdì 27 aprile sono caduta davanti all'ingresso di casa e a più di un mese di distanza ho ancora la gamba, gonfia, livida e dolente tanto che da allora non sono più uscita dall'abitazione. In questo stabile vivono diverse persone anziane. Da anni chiediamo un intervento per la messa in sicurezza dell'accesso, ma senza successo».Quali sono i problemi maggiori? «Lo stabile è nel centro storico e di conseguenza è molto vecchio - spiega il vicino della signora Rita, Nicola De Donno - l'accesso è in salita. Per arrivare al nostro portoncino c'è un inizio in cemento e poi ci sono dei ciottoli di fiume. Per noi che non siamo più dei ragazzini, questo ultimo tratto è davvero pericoloso ed è proprio lì che Rita è caduta». La donna chiede quindi un intervento al Comune. «Lo stabile è di proprietà comunale - spiega - Noi viviamo qui da trent'anni e abbiamo sempre pagato il canone d'affitto concordato. Quando siamo arrivati non era un grosso problema percorrere il lastricato di pietra eravamo giovani, ma ora per me diventa quasi impossibile uscire di casa. Vivo barricata. Ho spiegato il problema all'Agenzia territoriale della casa ma, dalle tante telefonate fatte non ho ottenuto nulla. Allora mi sono rivolta al Comune, è venuto il geometra ma concretamente non ho ancora visto nessun risultato». «Il Comune proprietario dell' immobile, ha dato in gestione lo stabile all'Atc - prosegue la pensionata - ma interventi non se ne sono ancora visti. Ho chiesto almeno il corrimano, che consenta a me e agli altri anziani di tenerci mentre saliamo e scendiamo, non credo che la spesa sia molto elevata. Da Atc mi è stato detto che loro non lo mettono perché l'edificio non è non è loro e con il comune nessun risultato. Insomma continuano a passarsi la patata bollente senza che nessuno faccia nulla. Adesso basta».Erica Aimone Secat