Documenti contraffatti, a processo

OZEGNA Ragazza sorpresa più volte con uomini diversi ai margini della strada, è stata rinviata a giudizio con l'accusa di sostituzione di persona e ricettazione. Una vicenda per la quale a dover rispondere alle accuse è una ventiquattrenne di nazionalità albanese, assistita dagli avvocati Alessandro Nicola e Celere Spaziante. Il processo è iniziato venerdì scorso, in tribunale, ad Ivrea. La giovane, forse una prostituta, non era in aula. In più occasioni aveva fornito un documento d'identità risultato essere falso e così è scattato l'invio della notizia di reato in procura e venerdì, come detto, ha avuto luogo l'udienza nell'aula del tribunale eporediese, presieduta dal giudice Ludovico Morello.In base alla contestazione, la ragazza sarebbe stata fermata in due differenti comuni dell'Alto Canavese, Ozegna e Castellamonte. La prima volta, nel marzo del 2012, quando a Castellamonte avrebbe presentato alle forze dell'ordine un documento contraffatto e di provenienza furtiva, intestato ad una cittadina bulgara di tre anni più grande di lei. Ai militari intervenuti la giovane avrebbe dichiarato di essere proprio lei la ragazza ritratta nella foto.Lo stesso documento contraffatto, l'8 marzo 2012 ed il 10 aprile 2013, sempre a Castellamonte, era stato nuovamente esibito. Due anni dopo, il 13 settembre 2015, l'albanese era stata fermata a Ozegna ed anche in quell'occasione era in possesso dell'identico documento precedentemente esibito. La procura eporediese ha contestato alla ragazza anche un'aggravante, poiché per le false dichiarazioni sostenute è stato emesso un decreto penale di condanna il 12 aprile del 2013, e c'è stata una sentenza del tribunale di Milano il 5 maggio 2015 a carico di un'ignara cittadina bulgara. Sentenze che, ovviamente, sono state annullate in base all'esito delle successive indagini.Erica Aimone Secat