Un programma in quattro punti Il conflitto d'interessi vero nodo

di Francesca SchianchiwROMAPer ora hanno steso un elenco di titoli, i più qualificanti per ciascuno: flat tax, reddito di cittadinanza, immigrazione e legge Fornero. I rappresentanti di Lega e Cinque stelle, in una riunione durata tre ore ieri pomeriggio, ne hanno discusso senza entrare troppo nei tecnicismi, trovando, giura all'uscita il braccio destro di Di Maio, Alfonso Bonafede, «margini di convergenza al di là di ogni aspettativa». Il più complicato arriva adesso: i due partiti dovranno sviluppare quei titoli, ciascuno in questi giorni produrrà una scheda ad hoc per ogni argomento, completa di previsione di coperture e tempi di attuazione, e poi, sabato pomeriggio alle 15, un nuovo appuntamento servirà a tentare una sintesi delle posizioni.Per cominciare a stendere il famoso contratto di governo in cui, si affretta già a chiarire il responsabile dei rapporti istituzionali del M5S, Vincenzo Spadafora, verranno rispettati i parametri europei.«Si è trattato di un incontro molto positivo, che ha messo in luce una piena sintonia prima di tutto sul metodo», scrivono in una nota congiunta a fine giornata le due forze politiche, indicando i punti di programma «sui quali continuare a lavorare»: dalla sburocratizzazione e riduzione di leggi e regolamenti - elencano - all'introduzione di misure per favorire il recupero dei debiti fiscali per i contribuenti in difficoltà; dallo studio dei minibot alla riduzione dei costi della politica fino alla lotta alla corruzione. Oltre, naturalmente, ai quattro temi principali, i cavalli di battaglia delle rispettive campagne elettorali, declinati come si può.Con un giallo che riguarda invece il conflitto d'interessi: i grillini, all'uscita, per prima cosa garantiscono che si è parlato di conflitto d'interessi, e anche Spadafora, poco dopo in tv, assicura che il tema sarà nel contratto. Nella nota finale però l'argomento non c'è e alcuni leghisti al tavolo scuotono la testa: «Lo hanno solo citato, ma non ne abbiamo parlato».Per quanto riguarda la Fornero, non si azzarda l'abolizione, ma più prudentemente il comunicato a doppia firma parla di «superamento», che potrebbe voler dire correzioni sostenibili per le casse pubbliche. Il reddito di cittadinanza è naturalmente un punto centrale per il M5S: la controparte leghista - presenti i capigruppo Giorgetti e Centinaio, l'ex ministro Calderoli, i deputati economisti Siri e Borghi e il presidente della commissione speciale Molteni - per garantire che non sia una misura assistenzialista, ha proposto di introdurre un tempo limite di due anni oltre al massimo di tre proposte che si possono rifiutare. Proposta che i Cinque stelle già valutano positivamente. Nella nota finale, comunque, si legge di un «iniziale potenziamento dei centri per l'impiego», il che fa pensare che da lì si partirà, prendendo tempo prima di poter introdurre l'assegno vero e proprio.Sulla flat tax, sono stati invece i grillini - Bonafede, la collega economista Castelli, Spadafora, il capo della comunicazione Casalino - a chiedere e, giurano, ottenere, rassicurazioni sul fatto che non favorisca solo i ricchi penalizzando le classi più povere. La discussione si è dilungata poi sull'immigrazione: «Su questo, noi non facciamo mezzo passo indietro. Va affrontata con rimpatri, conferma del reato di immigrazione clandestina, tempi più celeri per valutare le richieste di asilo», hanno detto chiaramente i leghisti. Che hanno chiarito di volere a tutti i costi anche un'altra legge, la legittima difesa, su cui i pentastellati sono sembrati più tiepidi. Distanze minime, assicurano da entrambe le parti. Convinti di poterle colmare in poche ore: «Contiamo per domenica o lunedì - annuncia Bonafede - di poter presentare il contratto ai cittadini».©RIPRODUZIONE RISERVATA