Scoppia "guerra" del pesce È scontro tra pescatori
CANDIA CANAVESEAl lago di Candia è scoppiata la guerra del pesce che contrappone la neonata associazione di pesca no kill Carpfishing Italia (Cfi) e alcuni degli "storici" pescatori del paese. Interviene il presidente della sezione canavesana del Cfi, Gabriele Pavarin: «Recentemente un gruppo di anziani pescatori del paese ha subito il danneggiamento di alcune loro barche e il furto di centinaia di metri di reti da pesca». Il fatto è avvenuto all'inizio del mese scorso, quando ignoti avrebbero, appunto, colpito alcuni pescatori locali, in particolare facendo sparire le loro reti calate nel lago. «Voglio percisare che non siamo stati noi - spiega Pavarin -. Il nostro timore infatti è che loro ci ritengano responsabili in quanto tra la nostra associazione e questi ultimi non corre buon sangue. Come sezione siamo attivi da circa sei mesi, lo scopo della nostra associazione, che ha sedi in tutta Italia, è quello della pesca sportiva no kill, ovvero prendiamo i pesci per passione e una volta catturati li gettiamo nuovamente in acqua. L'attività che però portano avanti questi pescatori del posto è completamente diversa dalla nostra. Loro utilizzano centinaia di metri di reti calate nel piccolo lago di Candia pescando decine di esemplari alla volta ben oltre le loro necessità. La loro attività, a nostro giudizio, sta pregiudicando la sopravvivenza delle specie del lago. Se continuano così tra poco tempo a Candia non ci saranno più pesci da pescare». L'attività di pesca a Candia è stabilita da apposito regolamento comunale che fa perno su un diritto secolare chiamato uso civico. Gli usi civici, infatti, garantiscono ai residenti la possibilità di pescare nel lago utilizzando le reti per proprio consumo. «Noi abbiamo recentemente scritto all'amministrazione comunale chiedendo di prendere provvedimenti in merito, magari limitando questa attività, allo scopo di difendere la vita del lago stesso, ma al momento dal Comune non è arrivata nessun riscontro". La risposta del sindaco di Candia Canavese Alberto Salzone, interpellato su quanto sta accadendo nel lago, non si è fatta attendere: "Abbiamo ricevuto la missiva dell'associazione, siamo ben consapevoli delle istanze presentate da costoro, abbiamo deciso di sottoporle all'apposita commissione comunale per la pesca e sarà quest'ultima a decidere in merito alle loro richieste. Per quanto riguarda il lago, però, vorrei ricordare come esso sia una riserva naturale gestita dalla Città Metropolitana a cui spettano i controlli per eventuali abusi delle attività di pesca. Noi da anni ci stiamo impegnando per la sopravvivenza, la cura e la rinascita del lago. Ad esempio aderiremo ad un bando di contributi europeo per il ripopolamento delle specie ittiche con un investimento di circa duecentomila euro per i prossimi anni».