I tre obiettivi per lo sviluppo

IVREA A pochi giorni dalla presentazione del bilancio 2017, in occasione dell'assemblea dei soci prevista per giovedì 17 maggio, è il vicepresidente dell'Azienda del gas e dell'energia di Ivrea, Massimo Sosso, 54 anni, esperto in gestione dei rischi, con una lunga esperienza nel gruppo Olivetti, a fare il punto della situazione, inquadrandolo in uno scenario internazionale complesso, reso ancora più difficile dalle oscillazioni del mercato del gas e dell'energia elettrica e dalle oggettive difficoltà generate dalle ripercussioni sui conti Aeg della vicenda Tradecom. Sono stati tre anni di impegno full time per il nuovo management di Aeg, caratterizzati da una strategia prudente, partita da un'attenta valutazione delle tendenze di mercato, affidata dal presidente Andrea Ardissone alla società Bain & company, e segnata dalla tappa fondamentale, nel settembre del 2016, dello scorporo del ramo d'azienda grandi clienti, trasferito a Nova Aeg, società per azioni costituita da Nova Coop e partecipata al 20% da Aeg, con l'obiettivo di espandersi in un mercato, soprattutto quello dell'energia elettrica, sempre più fluido per via della liberalizzazione, che richiede elevati investimenti in termini di capitale circolante e solidità finanziaria. Nova Aeg ha lasciato via dei Cappuccini per trasferirsi a Vercelli, nel quartier generale di Nova Coop, azionista di controllo. Nel corso del primo trimestre 2018, Aeg ha esercitato nei confronti di Nova Coop il suo diritto di opzione alla vendita della quota di partecipazione in Nova Aeg. «Per Aeg la risoluzione anticipata del contratto di locazione richiesta da Nova Aeg è stata un passaggio non indolore - chiarisce Sosso - che abbiamo subìto. Il rialzo dei prezzi di mercato dell'energia elettrica e la necessità di un intervento sul capitale per il ripianamento delle perdite richiesto a inizio 2017 hanno sostanzialmente compromesso le sinergie di sviluppo individuate al momento dell'accordo strategico». I principali obiettivi dell'intenso lavoro svolto dalla squadra di Ardissone si sono da subito incentrati sul ripristino di adeguati parametri di solidità patrimoniale-finanziaria per il gruppo Aeg, con principale focus sul pesante indebitamento, che è stato progressivamente ridotto, passando dai 19 milioni di euro di fine 2014 agli attuali 7. «Principale asset di Aeg per il prossimo triennio - prosegue il vice presidente Sosso - resta la filiera della vendita e della distribuzione del gas ai soci, attraverso la sua controllata Reti distribuzione, sostenuta da un meccanismo regolamentato che tutela gli investimenti, correlando il recupero degli interventi di sviluppo della rete alle tariffe. Un asset che nel 2017 ha contribuito a generare ricavi consolidati per circa 30 milioni di euro ed un risultato netto consolidato cumulato nel triennio di 6 milioni di euro. Secondo obiettivo è lo sviluppo dei servizi ai soci in una logica di diversificazione: non solo più fornitura e distribuzione della materia prima, ma anche vendita di prodotti e servizi di efficienza energetica con investimenti nei settori delle energie alternative. Terzo tema sarà lo sviluppo di progetti di mutualità esterna trainati dalla cooperativa. Il primo esempio è stato l'acquisto dello stabile di via Jervis. Un acquisto con cui si sono create le premesse di ulteriori positive ricadute su tutto il territorio, anche in campo sociale». «Restiamo convinti - argomenta il vicepresidente - che l'attività verso i grandi clienti business, che ha fatto crescere il fatturato di Aeg in questi anni non fosse propria di una cooperativa di consumo. E, soprattutto, avesse profili di rischio e richiedesse competenze specifiche al di fuori, appunto, delle logiche di una cooperativa. Il percorso strategico intrapreso nel triennio ha consentito di proteggere Aeg da ulteriori rischi, con il principale obiettivo di riprendere il filo di un percorso di sviluppo sostenibile, coerente con la sua missione sociale in relazione al territorio. Le prime operazioni di diversificazione messe in atto e il progressivo ulteriore miglioramento degli indicatori finanziari costituiranno le premesse per avviare un vero programma di sviluppo, senza più vincoli con il passato». Lydia Massia