'Ndrangheta in Piemonte Coinvolte 4 società di calcio

ASTI Dal pizzo - una decina gli imprenditori locali vittime dei criminali - al traffico di armi e di droga, alla gestione di società sportive con relativi impianti. Un'associazione a delinquere di stampo mafioso smantellata in Piemonte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Asti dopo e anni di indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino. Le persone arrestate - 25 in tutto più 58 indagati - appartenevano alla locale 'ndrangheta delle famiglie Catarisano, Emma e Strambé. Estorsioni, traffico di armi e di droga, ma anche l'omicidio (di Luigi Di Gianni, 53 anni, gestore di un night club ucciso a fucilate a Isola d'Asti il 12 gennaio 2013) e il tentato omicidio i reati contestati a vario titolo. Una struttura radicata nell'Astigiano e nel Cuneese, ma anche nelle province di Alessandria, Torino, Milano, Brescia e Savona. Il capo di riferimento, per l'accusa, era Rocco Zangrà, 46 anni, residente ad Alba (Cuneo). Per gli inquirenti, l'uomo teneva i rapporti con i mandamenti calabresi di Catanzaro e Vibo Valentia con due gregari e guidava i tre capifamiglia. A loro sono state ricondotte aziende come la Concretocem snc, la Mercurio Calcestruzzi snc a Castagnole Lanze e la Giacosa sas, azienda agricola all'ingrosso di frutta e verdura a Motta di Costigliole. Infiltrazioni mafiose sarebbero state riscontrate anche in 4 società sportive: l'Asti Calcio, regalata dall'ex presidente Pier Paolo Gherlone ai Caterisano, la Pro Asti Sandamianese, la Us Costigiole Calcio e la Motta piccola California. Piccole società che consentivano loro anche di gestire i campi di gioco.