Cinghiate alla figlia "ribelle" di 15 anni
PONT CANAVESE Cinghiate e insulti alla figlia adolescente "ribelle": a processo il padre e la matrigna per maltrattamenti nei confronti di una 15enne di Pont Canavese. Ieri mattina, giovedì, al tribunale di Ivrea, davanti al giudice monocratico Ombretta Vanini si è tenuto il processo nei confronti di un uomo di 54 anni e della moglie di 50, residenti nel centro porta delle valli, difesi, il primo, dall'avvocato Rosa Verdino e la seconda da Cinzia Virota, accusati del reato di maltrattamenti in famiglia. Secondo le accuse, i due avrebbero inflitto alla giovane, presunta, vittima una lunga serie di violenze, sia fisiche che verbali e psicologiche tanto che sul finire del 2015 quest'ultima, esasperata, aveva trovato rifugio da alcune amiche che l'avevano aiutata, poi, a sporgere denuncia. In particolare, gli episodi più gravi contestati agli imputati sarebbero due. Il primo, avvenuto nell'ottobre del 2015, quando il padre, per punirla di essersi allontanata un giorno da scuola senza permesso, l'avrebbe presa a cinghiate, tanto da arrivare a farsi male lui stesso. Il secondo episodio, invece, avvenuto nel dicembre dello stesso anno, avrebbe visto entrambi gli imputati aggredirla, e il padre, in quell'occasione, l'avrebbe tirata per i capelli. La ragazza, come riferito da uno dei carabinieri che aveva preso la denuncia all'epoca, aveva prodotto un fascicolo fotografico dove si vedevano lividi in diverse parti del corpo, braccia, gambe e collo, che secondo la 15enne le avrebbe provocato proprio il padre.Ieri, in aula, sono sfilati alcuni testimoni della difesa, una di queste, la sorellastra, ovvero la figlia dell'imputata. La testimone ha detto di conoscere bene la ragazza, che aveva un carattere ribelle che crescendo era diventata sempre più intrattabile e che i genitori la sgridavano ma non l'avevano mai picchiata. Lei era a conoscenza dei lividi, ma la sorella avrebbe avuto una tendenza autolesionista e molti di quelli le li sarebbe procurata lei stessa. Secondo la teste, infine, la 15enne non avrebbe ben accettato la nuova relazione del padre, asserendo che sarebbe stata disposta a fare di tutto per farli separare. La ragazza, attualmente, si trova in affidamento, e chi la sta tutelando si è costituito parte civile con l'avvocato Alessandra Bazzaro. Il giudice Vanini, dopo aver ascoltato l'ultima testimone, ha deciso di rinviare il processo al 18 giugno, giorno nel quale si terrà la discussione e verrà pronunciata la sentenza.Valerio Grosso