M5s, Fresc: «Andremo al ballottaggio»
di Vincenzo IoriowIVREAL'obiettivo, giudicato a portata di mano, è quello di andare al ballottaggio. Nessun apparentamento o accordi sottobanco in caso di sfida a due. Massimo Fresc, 56 anni, imprenditore, candidato a sindaco del Movimento 5 stelle, sabato pomeriggio è in via Palestro insieme ai candidati a consigliere comunale a raccogliere le firme necessarie. In lista non c'è Pierre Blasotta, consigliere uscente. Impegni familiari e di lavoro lo terranno lontano dall'agone politico. Fresc che squadra presenta agli elettori? «Sono orgoglioso di questa lista, nessun nome altisonante, ma tutte persone serie e capaci che hanno voglia di impegnarsi. Al gruppo di militanti storici, già in lista 5 anni fa, se n'è affiancato uno nuovo. Parliamo di donne e uomini che lavorano insieme già da mesi, in modo affiatato, alla scrittura del programma. La lista è stata approvata e certificata dal M5s nazionale: tutti abbiamo dovuto presentare il casellario giudiziario e carichi pendenti». La lista è pronta, ma il programma è ancora in fase di stesura. Perché? «Perché il nostro non è un libro dei sogni preconfezionato. Stiamo ancora incontrando i cittadini, le associazioni sportive, socio-assistenziali, di volontariato. Fino all'ultimo momento utile ci sarà spazio per ricevere il contributo di chiunque abbia voglia di impegnarsi in questa sfida». Lei ha parlato di turismo come volano di sviluppo economico della città. Cosa concretamente intende fare? «Questo è un territorio straordinario, ricco di bellezze e di cultura. Penso all'Anfiteatro Morenico e all'architettura olivettiana, al Carnevale e a alla fiera di San Savino. Siamo in una posizione strategica rispetto a Milano, Torino e Aosta e siamo sull'asse di collegamento con l'Europa. Un turismo di qualità e sostenibile è la carta che Ivrea deve giocarsi. Bisogna entrare in quei circuiti che portano sui territori flussi turistici di qualità, persone che cercano natura, benessere ed enogastronomia di livello. Un po' come sta accadendo con lo stadio della canoa».Come si fa a intercettare queste persone?«Bisogna rivolgersi a dei professionisti, non si può fare da soli. È un investimento che il Comune può e deve fare. A livello piemontese siamo il territorio con meno presenze turistiche, nonostante le bellezze straordinarie di cui siamo circondati». Bastano i professionisti? «No, certo. Il castello va riaperto, deve tornare a essere sede di eventi. Il centro La Serra, lasciato in uno stato di degrado di cui dovremmo vergognarci considerato che il Comune è proprietario di una parte dei locali, va riaperto. Anche il centro storico va rivitalizzato». Come? «Senza commercio la città muore, molti esercizi hanno chiuso. Un nuovo futuro per il commercio non può non passare attraverso una riqualificazione della città capace di attrarre le persone. Il centro cittadino deve essere riqualificato attraverso l'attenzione all'arredo urbano, la cura degli edifici. Nel limite delle possibilità è necessario alleggerire i tributi, rendere possibile la loro rateizzazione, avendo di mira il sostegno delle attività vicine alla chiusura, un alleggerimento che possa favorire la flessibilità negli orari di apertura, estendendo la fruizione degli esercizi in orari serali e in occasione di eventi».Cosa pensa del supermercato Coop in corso Nigra?«Contrario e non solo perché avrebbe ulteriori contraccolpi sul commercio al dettaglio, ma perché congestionerebbe ulteriormente il traffico. Però vorrei dire che se un gruppo di quelle dimensione annuncia un investimento è perché qualcuno gli ha garantito copertura politica. Vorrei sapere chi e perché lo ha fatto». In caso di ballottaggio preferirebbe andarci con il centrodestra o con il centrosinistra?«Indifferente. Siamo alternativi a entrambi».