Un liquore dedicato al Carnevale di Ivrea
CALUSO. Nell'elegante saletta dei dolci momenti all'interno dello showroom dell'Accademia del caffè non si può non rimanere colpiti anche dalle scatole souvenir in latta da collezione con le immagini di scorci del territorio, come il castello ducale di Aglié, il castello Malgrà di Rivarolo, oltre ad Andrate, Nomaglio, scorci pittoreschi della valli Orco e Soana, scene caratteristiche dello Storico Carnevale d'Ivrea e caratteristiche tazzine da caffè raffiguranti le più importanti città italiane, con tanto di monumenti raffigurati in modo del artistico e piacevolmente affascinante. (lo.po.) CALUSO"L'arancino di Ivrea" viene utilizzato non soltanto come aperitivo o piacevole degustazione a fine pasto ma anche come ingrediente per piatti della cucina tipica canavesana, come le torte, i dessert o anche i canestrelli, dolce tipico di molti Comuni del Canavese, come ad esempio Montanaro, Foglizzo, Tonengo di Mazzé e Borgofranco. Un abbinamento arancino di Ivrea-canestrello perfetto dunque nel simboleggiare il nostro territorio ed è anche facile da preparare. Per la realizzazione di un chilo e mezzo di canestrelli occorre un chilo e mezzo di farina 00, sette uova, due bustine di lievito e due di vanillina, una scorza grattugiata di limone non trattato, un etto e mezzo di burro, un bicchiere di arancino di Ivrea, un bicchierino di olio o panna e tre etti di zucchero. Passando poi alla realizzazione il primo passo è quello di impastare il tutto, aggiungendo poco a poco l'arancino di Ivrea, fino ad ottenere un composto solido, che va lasciato riposare per un paio d'ore. Dopodiché bisogna formare palline delle dimensioni di diametro non superiore ai due centimetri e prima di farle cuocere per alcuni minuti su un ferro apposito fino ad ottenere una forma molto sottile (non superiore al millimetro di spessore) e rotonda a mo' di ostia, vanno ulteriormente rotolate nello zucchero ed innaffiate con un pennellino intinto di arancino. Il segreto del canestrello all'arancino di Ivrea sta nella sua croccantezza ed il particolare retrogusto di arancia che sprigionerà al palato. Come i canestrelli tradizionali, anche quelli al gusto di arancino vanno degustati freddi e meglio se accompagnati da un buon calice di Passito di Caluso, ma anche con gelati alla frutta o per internazionalizzare il piatto con un bicchierino di Moscatel della Costa Blanca spagnola. (lo.po.)CALUSO Entrando nello showroom dell'Accademia del caffè Antico Piemonte di Caluso, situato al centro commerciale Planetarium, si respira la magica atmosfera della storia e della tradizione delle migliori specialità enogastronomiche regionali con raffinati prodotti che esaltano il territorio non soltanto per la straordinaria qualità degli ingredienti e per gli indimenticabili sapore, ma anche per la meticolosità nella loro prepreparazione e l'eleganza della confezione. Un connubio, qualità del prodotto e confezione, perfetto, che descrive in maniera perfetta le caratteristiche più importanti di un territorio caratterizzato da tante piccole golosità come ad esempio il famoso liquore Bicerin, detto anche Basin nella sua accezione tipicamente canavesana, mentre per restare in ambito squisitamente locale ecco i torcetti di Agliè e il Passito di Caluso, utilizzato sia come liquore, che come ingrediente per la produzione degli amaretti morbidi e cioccolatini. Allo showroom dell'Accademia del caffè però, da un paio d'anni è presente anche l'arancino di Ivrea, un liquore a base d'arancia, come racconta Renzo Cordera, collaboratore della Cooperativa La Coloniale di Barone, che produce questa preziosa essenza: «Siamo nati nei primi anni '50 a dedicarci a distillare liquori e selezionare prodotti del territorio. All'inizio ci occupavamo del reparto drogheria e torrefazione del caffè per la grande distribuzione, poi da dieci anni a questa parte abbiamo deciso di seguire un'altra filosofia ed abbiamo abbracciato il marchio Antico Piemonte, coinvolgendo artigiani del territorio per promuovere le eccellenze del territorio. E così - commenta Cordera - tra la produzione del Basin, dei torcetti di Agliè, del caffè arabica 100%, della crema reale del Passito di Caluso, del nocciolino di Chivasso, del rosolio, un distillato purissimo alle rose e degli amaretti al mosto di Passito di Caluso, due anni fa, per omaggiare anche la città di Ivrea ed il suo Storico Carnevale, abbiamo inventato l'arancino, un liquore a base di arance, che non supera i 15 gradi e che abbiamo confezionato, come anche per il Passito, in vari formati ma sempre in quantità limitate, non idustriali, per intenderci» «Lo proponiamo dalla bottiglia classica, al fiaschetto, alla bottiglietta tascabile, fino ad arrivare alla bottiglia a forma di Mole Antonelliana, simbolo per antonomasia del Piemonte, come souvenir - racconta Cordera. che snocciola anche qualche numero - Il primo anno ne abbiamo prodotto 2.000 bottiglie, mentre quest'anno siamo arrivati a quota 2.500. Il nostro obiettivo è quello di aumentare leggermente ogni anno questa produzione, perché vogliamo continuare nel nostro progetto di promozione del territorio ed Ivrea merita la nostra attenzione, non soltanto con la realizzazione di un liquore all'arancia, ma anche con la creazione di un cioccolatino e di amaretti morbidi al gusto di arancia. Assaggiando questi prodotti vogliamo creare la sensazione di essere ad Ivrea, coinvolti nel bel mezzo della battaglia tutto l'anno. Questa nostra invenzione ha riscontrato un notevole successo ovunque l'abbiamo presentata - spiega Cordera - sia in Piemonte, che fuori Regione e di questo aspetto ne siamo molto fieri, soprattutto perché contribuiamo a promuovere un evento unico, in una città che ha un suo fascino particolare». Loris Ponsetto