Tra pochi giorni pronto il Def

BUCARESTIl premier Paolo Gentiloni ha parlato ieri dalla Romania, dove si trova in visita istituzionale. Una «soluzione politica in tempi rapidi», per non restare fuori dalla «dinamica che disegna il futuro dell'Unione europea». È quanto Gentiloni ha invocato ieri da Bucarest. Nelle stesse ore a Berlino Angela Merkel riceveva Emmanuel Macron per un vertice in cui annunciano una «visione comune per l'Europa entro giugno». Mentre a Roma da ormai 46 giorni si tratta sul nuovo governo. Un esecutivo in carica c'è, assicura Gentiloni, e lavora: «Nessuno ha staccato la spina». Ma per dare «certezza» al ruolo italiano in Ue, l'impasse politica - è il messaggio - deve finire. «Avere un ruolo in Ue è indispensabile per il futuro dell'Italia», concorda Romano Prodi, che invita a puntare ancora sull'asse con la Francia di Macron in chiave anti-austerità. Gentiloni è nella capitale della Romania in vista del vertice di partenariato orientale in programma a Sofia a metà maggio. Prima il governo deve varare il Def: il Documento economico è pronto e potrebbe essere presentato, a quanto si apprende da fonti ministeriali, all'inizio della prossima settimana. A giugno poi, nell'agenda di Palazzo Chigi ci sono il G7 in Canada e un Consiglio europeo su temi cruciali per il futuro dell'Ue. Il premier elenca i dossier aperti e assicura che il lavoro prosegue. C'è l'immigrazione, con la necessità di «solidarietà e responsabilità» condivise. C'è la politica economica, inclusa l'Unione bancaria, sulla quale l'Italia «non può permettersi che decisioni europee siano di ostacolo alla crescita». C'è il bilancio pluriennale Ue, con il rischio del «prevalere di interessi nazionali». C'è la crisi siriana, sulla quale nei giorni scorsi Gentiloni ha riaffermato «l'atlantismo» come «caposaldo» irrinunciabile per l'Italia. È questo elenco a richiamare l'urgenza di un governo nel pieno delle sue funzioni. La premier rumena Viorica Dancila, dopo il colloquio con Gentiloni, annuncia che con il nuovo esecutivo verrà fissato un vertice intergovernativo, per rafforzare le relazioni tra Italia e Romania. Mentre il presidente Klaus Werner Iohannis, riconoscendo gli «straordinari risultati» nella riduzione dei flussi, assicura a Roma sostegno sul tema migranti. Intanto, a proposito di equilibri internazionali, la Spagna batte l'Italia sul fronte economico: il Pil pro capite spagnolo nel 2017 ha superato quello italiano. Secondo i dati del Fmi, la Spagna sarà il 7% più ricca dell'Italia nei prossimi cinque anni. Dieci anni fa l'Italia era il 10% più ricca.