La canoa attira in città nuovi residenti

di Marco BermondwIVREASport e territorio, un matrimonio sempre riuscito e a Ivrea trova ormai delle certezze. Sport non solo dal punto di vista strettamente agonistico, ma come scelta di vita. E i numeri crescono di anno in anno. La scelta di Ivrea non è casuale, discipline sportive di livello assoluto (scherma e canoa ne sono un esempio), la città che piace come centro più che mai vivibile in un contesto paesaggistico unico. Insomma, sono sempre di più i casi che portano atleti, tecnici e famiglie a trasferirsi in riva alla Dora per vivere e fare sport. Lo stadio della canoa con le recenti trasformazioni e le prospettive di crescita dell'impianto grazie agli eventi internazionali passati e quelli prossimi a venire, ha portato 56 atleti e allenatori in città per lavorare e vivere il territorio. Il centro federale di slalom che ha fissato la sede ad Ivrea ha dato un impulso non indifferente a tutto il movimento. «La Fick (Federazione italiana canoa kayak) ha creato un'organizzazione di lavoro nuova per fare crescere la canoa slalom in Italia - dice Claudio Roviera, consigliere federale e vice presidente dell'Ivrea canoa club - grazie alle potenzialità del moderno e ristrutturato canale di gara sulla Dora».Nel 2014 i primi campioni della squadra olimpica a scegliere Ivrea sono stati Stefanie Horne e Giovanni De Gennaro, finalisti nella specialità k1 ai Giochi di Rio nel 2016. Oggi il numero è salito a 16, elementi della squadra agonistica nazionale, nella maggior parte dei casi appartenenti ai gruppi sportivi militari. Affittano alloggi in centro dividendosi le spese. È rappresentata un po' tutta Italia: arrivano dalla Campania, Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Trentino, Friuli Venezia Giulia e Liguria. Ci sono anche Stefano Cipressi e Niccolò Ferrari del C1, Chiara Sabattini, i fratelli Raffaello e Zeno Ivaldi, Christian De Dionigi (anche collaboratore tecnico della società Ivrea canoa club) e gli allenatori Davide Monguzzi di Bologna (tecnico Fick e parte dello staff di Ivrea) ed il genovese Lorenzo Biasioli, responsabile del centro federale e allo stesso tempo tecnico ad Ivrea.Atleti e allenatori hanno deciso di investire il loro futuro su questa attività sportiva. Una vera e propria opportunità per il territorio. E non bisogna dimenticare la grande spinta a tutto il movimento con il progetto sport e scuola che coinvolge quest'anno 40 giovani. Si tratta di studenti della scuola media superiore che per meriti sportivi, grazie ad un accordo tra la federazione, Coni e Ministero della pubblica istruzione, hanno la possibilità di potersi allontanare da scuola per allenarsi in periodi che vanno dal weekend lungo fino alla settimana o al massimo per dieci giorni. E anche in questo caso ci sono famiglie al seguito che per periodi medio lunghi scelgono Ivrea per far fare sport ai propri figli. Stefanie Horne ormai si sente di casa, ad Ivrea. Ha portato con sé la sua splendida Farina, border collie piena di energia che la segue come un'ombra. «Quando sono in acqua durante gli allenamenti - racconta Stefanie - il cane mi segue lungo il canale, è davvero simpatica e di compagnia. Con del tempo libero sfruttiamo le opportunità che offre la vicina Valle d'Aosta o ancora meglio Andrate per fare due passi. In quattro anni ho imparato a conoscere bene tutto il circondario, non si sta male».Raffaello Ivaldi, 21 anni, veronese, tesserato per il gruppo sportivo della Marina militare, studente della facoltà di giurisprudenza, punta su Ivrea per un posto in squadra ai prossimi Mondiali Under 23. «Quando sono qui sfrutto il mio tempo per gli allenamenti - dice Ivaldi -, ma ho modo anche di girare per la città. Non mi sembra cara, ideale per studenti come me. In più di un'occasione ospitiamo amici e parenti e tappa fissa è la pasticceria per una fetta di torta 900». Lorenzo Biasioli, 26 anni, di Genova, è il responsabile del centro federale dello slalom e allena i ragazzi di Ivrea. «Ho fatto una scelta di vita trasferendomi ad Ivrea - spiega Biasioli -. Coordino l'attività degli atleti di interesse nazionale e sono il punto di riferimento per chi vuole fare canoa sulla Dora. L'ambiente è ideale e unico per poter lavorare. Per distrarsi un po', non mancano iniziative di carattere culturale. Forse, manca l'informazione, certi eventi andrebbero promossi di più».